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mercoledì 12 gennaio 2011

Una fiaba

    C'era una volta una principessa scozzese che viveva ad Edimbourgh. Si chiamava Rose ed era dolce come la panna, infatti era cresciuta ad ice cream.
    Ella sognò un principe del lontano e caldo SUD, di nome Il Grande. Con la forza del pensiero lo condusse a sè e lo sposò, vincendo la sfida con le brutte e grasse Principesse Margareth e Elisabetta.
    Dall'unione di Rose con Il Grande nacquero tre meravigliosi principini: Belle, dolce e bianca come la neve, Yvette, buona come il Pan di Zucchero e Pulcherrimo, un vero Principe Azzurro.
    Essi vivevano felici nel loro giardino dell'Eden, scorrazzando lieti col loro cane Rover.
    Ma un brutto giorno Rose fu presa e morì.
    Il povero Grande principone non sapeva come fare: i tre principini piangevano notte e dì e volevano la mamma, volevano giocare, mangiare, andare a scuola, avere ogni giorno abitini puliti e dolcetti deliziosi.    Il  Grande, per quanto grande fosse, non riusciva da solo ad accontentarli. Allora andò da Cassandra, nel Bosco della Cesa deli Asini, per essere consigliato. Questa non esitò e disse: "Grande, è arrivato il momento, volente o nolente dovrai risposarti. Non preoccuparti, Rose dal cielo non si dispiacerà se seguirai i miei consigli. E anche i principini piangeranno solo un po' e poi saranno di nuovo felici."
    "Ma io non voglio," rispose Grande "ho paura di incontrare la cattiva matrigna delle favole .......".
    "No, se ascolterai me. Grimilde è in agguato, ma tu resistera.  Viaggerai sui Magici Pullman Greci e troverai la tua sposa. Si chiama Buona, ella è una plebea, non è una principessa di sangue, ma ama il blu ed è buona come il suo nome."
      Grande partì sui decantati Pullman e alla fine del  peregrinare trovò la sua Buona e la impalmò nell'ultimo giorno di aprile, dì della Festa della Primavera, lì alla Lenze del Mulino Giallo, ove decisero di vivere.
       Buona fu buona e tutti tornarono a vivere felici.
       Dopo nove noviluni il pancione di Buona si aprì e nacque una bimba : Cappuccetto Rosso. Ella, in effetti, non era proprio una principessa e per tutta la vita giocò in Serie B, ma ogni tanto ne azzeccava una e sopravvisse a se stessa, il suo peggior nemico. Una volta ad esempio salvò l'adorata nonna omonima, Cappucciona, dal cattivo Lupo di Agostino, un vicino di casa dalla pancia nera.
        Trascorsero gli anni. Alcuni sereni, alcuni grigi, altri così e così.
        Yvette decise di non sposarsi. Diventò un pezzo di pane e ogni volta, in caso di bisogno, ne spezzava un poco per gli altri. Belle incontrò un Mazzone, signore di Carpi e Katovize, lo sposò e andò come andò. Pulcherrimo, invece, ancora in fasce si unì a Camilla, ragazza con petto, cervello e capelli e con lei stette molto bene. Si moltiplicò e costruì strade, ponti e contrade. Con gli anni, in realtà, ingrassò e perse un po' di capelli, ma rimase Pulcherrimo e Azzurro così come era nato.
       Cappuccetto Cappuccetto zig-zagando andò avanti ed arrivò fino a Roma. Crebbe e si sposò con un tipastro dal nome di GATTO SILVESTRO (questi era un gatto molto strano, azzeccava garbugli, giocava a poker, a volte faceva le fusa e a volte graffiava e il tutto senza motivo). Ebbero  Pollicino, Peter e Pan e vissero come meglio poterono sulle rive del fiume stregato (dalla cognata Furiosa).

        Dopo la morte di Grande, ucciso a duello dal vile Fumone, Buona e Yvette rimasero sole nella grande casa di famiglia ove vivono ancora in onore e rispetto, a dimostrazione che il cuore e la bontà possono più di ogni fausto o infausto destino.


E QUESTA E' LA MIA STORIA ED ANCHE SE SARA' INCONPRENSIBILE AI PIU' ,  NE SONO DAVVERO ORGOGLIOSA !!!!!

1 commento:

TITTI GRECO ha detto...

BELLA FAVOLA, SPECIE SE VERA!!!!

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