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giovedì 29 dicembre 2011

IL CASO DI ROCCAVENTOSA - CAPITOLO IV

..... segue

  E col tono sottolineò quelle parole, come a dire che Costa non ne aveva affatto di ragioni condivisibili.
  «Sono arrivato stamattina da Napoli. Venendo qui in macchina con Ferrara abbiamo scambiato quattro chiacchiere. Abbiamo parlato del più e del meno. Nulla di più. Poi il discorso, non so come, è finito sulla morte della vostra povera zia. Ferrara mi ha detto che i funerali sono fissati per domani; che la signora è stata trovata ieri, nel tardo pomeriggio, dalla cameriera Rosa. Rosa è una vicina di casa dei Ferrara e, tornata a casa, ha raccontato loro di come fosse sconvolta, di essere entrata nella serra e di aver trovato la signora, forse appena morta, con le labbra retratte, scomposte, con il capo del tutto rigido e contratto, con tanta bava alla bocca mista a sangue. Ebbene, la scialorrea e l’opistono, insieme agli altri sintomi riferiti fanno pensare, inequivocabilmente,» sottolineò il poliziotto, «ad avvelenamento. Potrebbe essere accaduto che la signora, in casa o nella serra, sia venuta a contatto con esche, concimi o veleni facendo giardinaggio, ma può anche essere stato intenzionale...».
  «Nessuno avrebbe potuto uccidere la zia, non le permetto...», esplose il maggiore dei due.
  «Edoardo basta. Arrenditi all’evidenza. Per quanto seccante, disdicevole e, forse, inutile, l’ispettore ha deciso e ha le sue ragioni, fa il suo lavoro. Metterci di traverso renderebbe solo la cosa più imbarazzante ed eclatante. Inutile scomodare ora le autorità. Lo faremo senz’altro, in seguito. Dopo questa sorta di esercitazione dell’ispettore Costa...».
                                             ..... segue

AMICI POETI

Dilettandomi a scrivere, ho molti amici scrittori e poeti, che condividono con me questa passione hobbistica.
Uno dei più bravi e ispirati è senz'altro Toni, schivo, dotato, classico.
A sua insaputa, ma sperando di non dispiacergli, pubblico una delle sue ultime poesie


RISVEGLIO

Seguire dalle palpebre socchiuse
code di sogni spegnersi nel buio
come finali fuochi d'artificio ...
Cercare file d'asole di luce
fra le alte tapparelle, vanamente ...

Da sotto il pavimento, nel frattempo,
chiocciola e giocherella la piccina
E' forse già mattina?
Si chiede la coscienza mezza sveglia,
che giace sbriciolata nel suo letto ...


Complimenti Toni, è bellissima.
Sono parole che evocano immagini e provocano emozione.
Io già me la vedo la tua coscienza, pura, sofferente e eppure felice,  mezza sveglia e mezza addormentata che "giace sbriciolata nel suo letto". Laddove il letto della coscienza può essere il tuo corpo ancora intorpidito o il tuo reale giaciglio. Che musica poi la piccina che "chioccola e giocherella", onomatopeie pascoliane .....

Ad majora semper, amico mio!!!

mercoledì 28 dicembre 2011

Uomo
Povera vita
Ogni attimo sospeso
Tra terra e cielo
Tra felicitá e tragedia

VACANZE DI NATALE

Ho appena visto con i ragazzi VACANZE DI NATALE A CORTINA, il solito cinepanettone annuale. Qualche volgarità gratuita, indubbiamente di troppo, ma molto gradevole, ironico, anche un po' tenero.
Mi son fatte grasse risate!!!!

martedì 27 dicembre 2011

Mamma, che accidia! La pigrizia diventa un'abitudine. Non riesco ad alzarmi, vorrei passare tutto il giorno a letto .....

lunedì 26 dicembre 2011

IL LAVORO

 
Da qualche tempo mi frullano continue nella mente riflessioni sul lavoro.
Non ho gli strumenti per valutazioni economiche,  filosofiche o sociologiche, ma ne sto valutando l'intima essenza, il significato, la valenza profonda nella vita dell'essere umano. E voglio approfondire.
Il lavoro, dai nostri eccelsi costituenti, è stato messo alla base della stessa repubblica proprio per la sua importanza esistenziale.
Il lavoro ha, come tutte le cose, una doppia faccia. Diritto e dovere, necessità e realizzazione, strumento per guadagnarsi da vivere col sudore della fronte, mezzo per realizzarsi, per agire, per svolgere la propria personalità .....

Il pranzo di Natale

Che rassicurazione le nostre tradizioni! Se tutto è uguale, tutto va bene!....
Cena da mia suocera, con la famiglia di mio marito: stessa tovaglia, stessi commensali, stessa insalata di mare dell'anno passato, stessi spaghetti con le vongole, stesso costume di Babbo Natale per il piccolo Piero, pacchi, pacchetti, cartacce a terra, doni, sorprese.
Ieri invece, pranzo coi miei: un abbraccio d'amore, tradizioni, accettazione incondizionata, lasagne e tranquillità fino a sera tardi, tombola, camino acceso, mamma con noi per un anno ancora, .....
Dopo il pranzo, interminabile, lo sgranocchiare continuo, le visite dei più vicini, i ragazzi sono rimasti tutti là, dalla nonna, a dormire con i cugini, nel grande salotto, sull'enorme tappeto inglese, nei sacchi a pelo, .....
Io e mio marito ne abbiamo approfittato per fuggire via nella notte a fare i fidanzati, giro dei pubs più frequentati, un boccale di birra e poi un altro ancora, altro giro, altro brindisi, amici, cin cin, un prosecco e via, a casa, a notte fonda, soli soletti nella grande casa vuota, fuori il vento impazza, dentro noi ...... AUGURI!!!!!!

lunedì 19 dicembre 2011

LA LETTERINA

Caro Babbo Natale,
arriva la festa che per me più vale,
non solo per giocattoli e doni,
ma perché ci sentiamo tutti più buoni.

Sotto l’albero vorrei la pista e la gru,
solo a patto di non far arrabbiare più
nonni, maestre, mamma e papà.
A tutti solo auguri di salute e felicità!

                                                                                   



.

NEVE

NEVE


Insieme con la sera
è arrivata la bufera.
Soffia il vento forte forte.
Fa volar le foglie morte.
Ecco scende anche la neve.
Pioggia bianca lieve lieve.
Tutto fuori è ovattato,
freddo, umido e velato.
Dietro i vetri, gli occhi belli
di due piccoli fratelli.
Guardan zitti ed incantati
quella bianca atmosfera
che fa magica la sera .
Loro in casa, fortunati,
si son quasi addormentati,
con la dolce ninna nanna,
non di suoni, ma di panna!














E' arrivato il gran freddo, meno male che ci sono le luci del presepe a scaldarci e i regalini da fare a distrarci .....




ARRIVA NATALE ......

NATALE

Anche quest’anno è arrivato il Natale
Doni, dolci, pacchi e pacchetti ….
Ma che per noi sia nato Gesù cosa vale,
se non gettiamo via odi e sospetti?
Guerre, liti, scontri, discussioni
Perché non cerchiamo di esser più buoni?
Tutto questo accade, sai perché?
Perché nessuno ama l’altro come sé
Allora da domani, anzi da adesso
Metti a tacere un po’ di te stesso
e guarda all’altro che ti è vicino
come fosse Gesù Bambino!

sabato 17 dicembre 2011

Con i primi freddi è arrivato puntuale un sonoro raffreddore. Io lo so perchè. Perchè non sto un po' ferma e non mi copro adeguatamente. Sempre a trafficare, dentro e fuori casa, stendo i panni , ritiro i panni, accompagno i bimbi al mattino alla macchina del babbo per andare a scuola in pigiama e vestaglia, sto un po' col cane, la mia Clendi, entro, esco, spazzo, innaffio, sistemo, aggiusto, sbatto i tappeti, apro i balconi, assicuro le imposte, ....... Il tutto con qualsiasi tempo meteorologico e poco coperta. Ma un po' ferma no, eh !?

mercoledì 14 dicembre 2011

PRESEPE

..... dalla mia personale raccolta di filastrocche per bimbi buoni:


PRESEPE


Oggi, a casa mia, facciamo il presepe.
Prepariamo prima la base, con il muschio e la siepe.
Poi papà fa la capanna, ai piedi della montagna,
e un ruscello vero, che bagna la campagna.
Mamma, dietro, vi stende il cielo
fatto da un velo blu e argento di stelle,
la Cometa, Sirio, l’Orsa, solo le più belle.
Mia sorella, intanto, sistema i pastori,
fermi, in cammino, gialli, bianchi e mori.
Nel prato verde è tutto un brulicare
Galline, pecorelle, banchi per mangiare.
Nella rustica grotta il mite Giuseppe è vicino a Maria,
il bue e l’asinello respirano in armonia.
Tocca a me, che son il più piccino,
deporre nella mangiatoia Gesù Bambino.
Poi arrivano i nonni a portare nuovi doni,
sono i Re Magi, potenti, ma buoni.
Che bel quadretto!
Finito è perfetto.
Non è soltanto la sacra Famiglia,
ma l’amore tra gli uomini la meraviglia.









.



giovedì 8 dicembre 2011

Iniziano le feste......

Oggi, col giorno dell'Immacolata, iniziano le feste natalizie.
Oggi è anche l'onomastico della mia mamma e la festeggeremo in famiglia, con un pranzo in campagna, a cui prenderanno parte tutti i figli ed i nipoti.
Che bello! È una giornata splendida, solchiate e si annuncia felice e serena!
Il menu approntatodalla miasuper sorellina prevede bruschetta, pasta al forno imbottita, grigliata mista di carni e broccoletti. Per chiudere mandarini, strudel di mele, pasticcini e caffè. AUGURI, MAMMA, 100 DI QUESTI GIORNI ANCORA TUTTI INSIEME!!!!

mercoledì 7 dicembre 2011

Domani addobbi di Natale!!!

Voglio divertirmi da morire insieme ai ragazzi a fare l'albero e il Presepe; tutto un po' diverso dall'anno passato. Grosso modo, anche per fare economia, userò le stesse cose, ma cambierò le locations e i colori di base.
Appena fatto ve ne darò conto con un servizio fotografico!!!


Grandi pomi d'argento sulla consolle

POPOLI E CARATTERI

Ho trascorso il week end a Londra (.... e ho perso l'aereo del rientro).
Ho fatto chilometri e chilometri a piedi per vedere più cose possibile: Soho, dove ho approfittato di un massaggio cinese, Piccadilly Circus, il British Museum, Trafalgar Square e la National Gallery, pubs inglesi e scozzesi, Westminster Abbey e il Parlamento, il vialone di  Buckingham Palace, St. James Park e gli scoiattoli, Harrods, Oxford Street, Carnaby Street, Notting Hill, ...
Quello che ho rilevato è che non è vero che gli inglesi siano scostanti e poco cortesi; essi, rispetto a noi, sono semplicemente molto, ma molto riservati. Non chiedono e non vogliono essere richiesti; camminano per la loro strada, coi loro pensieri per la testa e non amano far entrare altri nella privacy quotidiana, una privacy stretta che si portano indietro fuori dalla porta di casa, anche in metropolitana o, meglio, in Underground.
Il tempo è stato molto clemente e non abbiamo mai dovuto aprire i nostri ombrellini, in compenso era tanto umido e su qualche taxy devo aver lasciato il mio cappellino very british, adottato per l'occasione.
A Londra c'è un mare di gente, diversa, variegata, di tutte le razze e di tutti i colori, ma la città non ha perso la sua intima essenza: che forza, accogliente, ma fortemente identitaria!
C'era una manifestazione di neri con il loro costume nazionale, dinanzi ad un ufficio governativo o ad una ambasciata a manifestare con canti melodici per le libere elezioni in Congo; c'era un sit in di verdi dinazi al Parlamento. Ovunque,  policemen  in uniforme, in cordone ad assicurare l'ordine pubblico, pur permettendo ovviamente tutte  le pacifiche manifestazioni.
Molti bikers in giro per le arterie principali a sfidare il super traffico; comoda la metro, numerosi e seri i taxi, gente bevutissima il sabato sera, prima ancora di cominciare cene  e incontri, molte ragazze in pantaloncini, minigonne, senza calze, in decoltèe a sfidare il fresco umido della notte e gli sguardi dei ragazzi già avvinazzati.
Tutto bene insomma, se non fosse stato per quel coloratissimo mercatino di Portobello a Notting Hill, che mi ha letteralmente stregato, facendomi perdere l'aereo e ... la pazienza di mio marito!




venerdì 25 novembre 2011

IL CASO DI ROCCAVENTOSA - CAPITOLO IV

..... SEGUE
  Don Edoardo era furente. Era seduto dietro la sua scrivania déco, sormontata da una libreria a parete, carica di libri e volumi fino al soffitto, decorata dagli stemmi di famiglia che riportavano un uomo, probabilmente il capostipite, con una sciabola nella mano destra e un alano accucciato sulla sinistra.
  Era evidente che il signorotto avrebbe voluto scagliare addosso a Costa, se avesse potuto, il pesante fermacarte di cristallo verde che si palleggiava tra le mani.
  Francesco Maria, invece, era seduto al di qua della scrivania, aveva fatto cenno a Costa di accomodarsi e aveva un atteggiamento incredulo, ma riflessivo, pensoso. Infine parlò.
  «Perché si è convinto di quello che dice? Lei non ci conosce, non conosce la nostra realtà, non conosceva la povera zia Clelia, che era una donna mite, dolce, oramai anziana, non conosce Roccaventosa. Capirà che, pur volendo, abbiamo grande difficoltà a comprenderne le sue ragioni».
..... SEGUE

TAKE AWAY

Nel mio quartiere, proprio sotto il mio studio, spuntano come  funghi negozi di cibo pronto, cucinato, caldo, comodo, impacchettato. Segno dei tempi che cambiano.
Anni fa, qui sotto, c'era un piccolo negozio di alimentari e varie altre cose, una sorta di  emporio. Ogni giorno i miei mi ci mandavano a comprare il pane fresco. Mi ricordo la vecchia titolare, Adelina, con un particolarissimo chignon di capelli bianchi a banana, sempre in ordine, con il camice bianco sopra i vestiti neri per il lutto del marito perduto anni prima.
Altri tempi, prima il lutto era strettissimo e si portava tutta la vita.

Ora tutto è usa e getta, le donne lavorano, la merce più preziosa e cara è il tempo, non si puliscono più verdure fresche, non si cucinano manicaretti, se non di domenica, i ritmi sono veloci, frenetici, fugaci.
Allora ben vengano tavole calde, rosticcerie, polli allo spiedo e patate, piatti pronti monoporzione, pizzette, verdure già pulite, congelate, addirittura già grigliate.
Ma l'importante è non farsi travolgere dal mondo cambiato, dal mercato, dalla "produttività", dal consumismo, dalla vorticosa velocità.
Ci sto a comprare un piatto pronto, se posso usare il tempo -che risparmio non cucinando-  per me stessa, per fare cose che mi gratificano, per fermarmi un'ora a mezza giornata a fare qualcosa che mi piace!

mercoledì 23 novembre 2011

LA PEGGIOR SETTIMANA DELLA MIA VITA

Domenica sono stata al Cine, in una multisala. Tra le varie possibilità, anche in base all'orario, ho scelto di vedere LA PEGGIOR SETTIMANA DELLA MIA VITA.
Ho fatto un mare di risate. Tanto ho riso, che ero un tantino imbarazzata per la mia vicina di poltrona. Chissà, forse avevo bisogno di risate grasse, spensierate e liberatorie.
Ma anche il film meritava: una bella commedia pulita! Recitazione garbata di Cristana Capotondi, Fabio de Luigi e Monica Guerritore, niente volgarità, equivoci, gags con il napoletano Alessandro Siani e lieto fine. Insomma, una bella serata. ve lo consiglio!!
Quest'aria brumosa e fredda di novembre invita a stare in casa, ad accendere il camino, ad arrostire due castagne, a far una bruschetta con l'olio di casa, appena franto, a fare lavoretti con la calza, l'uncinetto o il découpage, a stare in famglia.
Ebbene, lo farò!!!!

martedì 22 novembre 2011

IL CASO DI ROCCAVENTOSA - CAPITOLO IV

  ....... segue
  «Ma questo è assurdo, come si permette Lei di venire qui, appena arrivato a Roccaventosa, a dire una cosa del genere. Se è un maldestro tentativo di mettersi in mostra sappia che ha sbagliato», fece don Edoardo.
  «Comprendo perfettamente tutte le vostre ragioni e, quasi, le condivido, ma vi dico che la signora è morta avvelenata. Può essere stato un tragico caso, una fatalità, ma è mio, nostro, dovere fare chiarezza e, se c’è un colpevole, se la cosa non è stata accidentale assicurarlo... alla giustizia. Diversamente, come speriamo, evitare che altri, altri membri della famiglia possano restare intossicati. Spero che le indagini non siano lunghe. Ma, comunque, l’esame che ho richiesto non lo sarà. Vi chiedo di rinviare i funerali di ventiquattro, quarantotto ore al massimo».
  Don Edoardo era furente. Era seduto dietro la sua scrivania déco, sormontata da una libreria a parete, carica di libri e volumi fino al soffitto, decorata dagli stemmi di famiglia che riportavano un uomo, probabilmente ........                                                                                                     segue 

ACROSTICO AD UNA DOLCE VICINA

A Giuditta

Giudice Onorario, di Te si dice in giro,
  l’attesta una cornice e un foglio di papiro,
  versi un poco pigri e dall’incerta rima,
  vogliono attestarTi un po’ d’affetto e stima.
Incline Ti mostri, in ogni Tuo gesto,
  a toni concilianti per persone care,
  garbo e gentilezza riposte in un cesto,
  rose rosse pronte a farsi accarezzare.
Urla di dolore, di gioia e di sdegno,
  la testa di Oloferne in mano come un pegno,
  con Ester, ricordi, scrivesti la Tua storia,
  di eroina dolce e di grande gloria.
Di tutti i segni astrali sei quello più leggero,
  aria fresca e pura che penetra il pensiero,
  scivoli silente tra l’acqua e un po’ di vetro,
  gli occhi un po’ bagnati, ma non Ti volti indietro.
Immenso mare, agogni, spiagge un po’ deserte,
  a lenir ferite rimaste ancora aperte,
  tramonti infuocati, raggi mattutini,
  mentre accarezzi sogni ora più vicini.
T’attardi la mattina con la ramazza in mano,
  sei appena scesa dal letto o dal divano,
  ad innaffiar l’aiola e il verde prato;
  ancora intriso d’acqua stendi il tuo bucato.
Tela d’un pittore, ora Ti sto guardando,
  indossi palme, gigli, rosso d’ oleandro,
  trucco senza eccessi, begli occhi sorridenti,
 ballerina danzi su tacchi un po’ plaudenti.
Attenta a non turbare questi attimi d’incanto,
  sai mostrare agli altri menando un po’ di vanto,
  una patina venale e un poco esteriore.
  Serve per celare segreti in fondo al cuore


                                                                                                              Sabato, 19 novembre 2011





lunedì 21 novembre 2011

ACROSTICO A CLAUDIO

Che faccio, mi ci metto o no?
La prima domanda che alla mente affiorò,
Alla quale risposi con cuore e ragione.
Un giorno, però, scoppiò la passione.
Da quel dì son passati degli anni.
I figli, il lavoro, viaggi, liti e affanni.
Oggi io spero di arrivare alla fine,
           insieme, per mano, soffrire e gioire.

domenica 20 novembre 2011

Charles Baudelaire: "Per scrivere velocemente, bisogna aver pensato a lungo".

venerdì 18 novembre 2011

CHI é IL SESSANTUNESIMO?

Il Governo Monti, dopo aver incassato la fiducia al Senato, ha oggi ottenuto una larghissima, inedita maggioranza anche alla Camera. Solo in 61 gli hanno votato contro: i 59 leghisti e il solito noto Scilipoti. Vorrei sapere: CHI E' LO SCIAGURATO SESSANTUNESIMO?

IL CASO DI ROCCAVENTOSA - CAPITOLO IV

........ SEGUE

  Salì i gradini e varcò l’ingresso. Si diresse sulla destra, verso una porta aperta dalla quale c’era un intenso viavai. Entrò in un salone ampio, rettangolare, antico, pavimentato da tavole di legno coperte da tappeti. Le pareti erano tappezzate da parati di seta, piuttosto consunte, i grandi finestroni avevano gli scuri accostati, i tendoni di velluto chiusi creavano la giusta penombra, in un camino enorme, a metà stanza, ardeva un fuoco tranquillo, fioco, che sembrava in armonia con l’atmosfera.
  Il soffitto era coperto da lacunari in legno e immagini, affreschi, iniziali, stemmi, effigi a mezzo busto.
  In fondo alla stanza un tripudio di fiori bianchi e il feretro.Su di una alta cassa in legno, coperta da un drappo di velluto azzurrognolo, c’era il corpo esanime della povera donna morta, contratto sotto un velo grigio. Si avvicinò e scorse quelli che dovevano esseri i congiunti.
  Fece un inchino deferente a tutti, poi si diresse verso quello che appariva il capo famiglia.
  Si presentò, porse le condoglianze e chiese di poter parlare in privato.
  L’uomo si alzò con riluttanza. Gli fece cenno di seguirlo. Dietro di loro si incamminò anche quello che doveva essere il fratello. Salirono al piano superiore ed entrarono in uno studio. Era una stanza ordinata e funzionale, priva della patina di nobiltà e di antico che si respirava al piano inferiore.
  Costa contò fino a dieci, mentalmente, poi ruppe il ghiaccio. Cominciò a parlare con estrema pacatezza.
  «Mi dispiace presentarmi a Voi in questa circostanza. Ma da quel che mi è stato raccontato ho motivo, valido motivo di ritenere che la signora, vostra zia, sia stata avvelenata».


                                                                                                                                                                          ........ SEGUE

venerdì 11 novembre 2011

REGALI

A caval donato non si guarda in bocca(ogni cosa va bene se donata, se gratuita).

Chi dona il don, il donator disprezza (sulla deprecabilità del riciclo).

Timeo Danaos, etiam doni ferentes (temo i Danai anche quando portano i doni, ovvero alcune persone sono da temere anche quando elargiscono, perché potrebbero essere interessate, false).

domenica 6 novembre 2011

IL TEMPO

Trascorriamo la vita pensando che ogni singolo attimo sia eterno e cruciale.
Nulla lo è.
Il tempo scorre sempre uguale, giorno dopo giorno, notte dopo notte, stagione dopo stagione.
Il tempo macina vite ed emozioni, sentimenti e cose, attività e pensieri, ozii e affanni.
Dei quali non resta traccia.
Tempo nemico, che azzera e vince uomini e mondo.
Assurda dimensione che annichilisce.

Io ti odio e voglio sconfiggerti scrivendo, posponendo il mio essere al tuo passaggio distruttore.
Mi ha vendemmiato
il suo amore
Improvvisamente,
tutto è stato.
VITA MIA
BREVE RESPIRO
PARENTESI
NELL'ETERNO INFINITO
DEL TEMPO
DEL MONDO

mercoledì 2 novembre 2011

A BABBO

PASSATO


Chiuso
nel freddo
del marmo
grigio
Sotto un tripudio
di fiori
che non vuoi
Risucchiato
dalle montagne
che ti hanno partorito
Tra la gente del passato
mai passato
Ti ho perso
per sempre
e mai ti ho avuto

ANCORA A CHI NON E' PIU'

LA PORTA SPALANCATA


A ……

Sai,
quando verrà la morte,
senza dover forzare
le sconquassate porte
della via finita,
tessuto stretto
di passati attimi
cruciali
e sciolta in un solo
batter d’ali,
lesto
e troppo risoluto,
più non sarai.

Per sempre

A CHI NON C'E' PIU'

Nel giorno dedicato alla commemorazione dei defunti, pubblico qualche mia vecchia poesia, ispirata al ricordo di mio padre e di altre persone care che molto ho amato in vita ......

A ….


Rechi fiori sulla pietra bianca
e accendi ceri a chi ti manca
e più non torna alla casa vuota
ancora adorna immota
Scorda vivi vai avanti
Non sai se a te di giorni
ne restano tanti
Questo è l'umano  destino
Non sapere quando si ferma
il tuo cammino

CHE TEMPI!!!

Io sono in una fase no, sicuramente, ma il panorama attorno a me non è più rassicurante.
Mi sento arrivata ad un punto in cui tutto, tutte le mie scelte di vita, sono in forte discussione. Il lavoro, la professione, la vita privata, vorrei poter cambiare tutto.

E ci sto seriamente pensando, ma anche in tutto il resto del mondo gira male.
L'Italia sembra economicamente e politicamente cotta. Berlusconi è finito, ma non si arrende, non accetta la realtà di una disistima globale, resta abbarbicato alla poltrona di premier e sta tirando a fondo tutti noi insieme a lui.
Cicchitto, Gasbarri, Bossi, Scilipoti  ed altri sono corresponsabili del disastro, perchè non staccano la spina neanche di fronte alle evidenze mondiali. A questo punto mi sento, seppure meridionale, di dire lode lode lode a Tosi e simili.

L'economia. Che fare, che fare dei nostri risparmi, dei nostri investimenti, del nostro futuro, dei contributi, delle pensioni, dei depositi bancari. Mettiamo tutto, quel poco che resta, in una cassetta sotto le mattonelle di casa o continuiamo a fidarci delle banche? Falliranno tutte, fallirà lo Stato, che paga pensioni baby, prebende a politici e super managers o ci salveremo, come sempre, da buoni italiani per il rotto della cuffia!?
Ai posteri l'ardua sentenza, chi vivrà vedrà. Per ora corsa alla messa in sicurezza.

In tutto questo i miei tre prodi proli sono in vacanza-ponte a scuola e fanno di tutto e di più, contribuendo al mio scoramento. Sabato, insieme ad un amico, si sono messi a giocare a rugby in casa e hanno letteralmente scardinato un armadio. Dio mi aiuti!!!

domenica 30 ottobre 2011

Quanti segnali disattesi, quante urla di aiuto e disperazione lanciate invano, quanti mal di testa annegati scioccamente in un bicchiere, diventato botte, di acqua e Aulin, quanti tentativi ha fatto il mio essere profondo per essere ascoltato. Tutto inutile.
Non ho saputo farlo io, come posso pretendere che sapessero farlo altri.
... se non avessi letto Jung e Freud, se non conoscessi PSICOPATOLOGIA DELLA VITA QUOTIDIANA, magari questo non lo saprei, ma li ho letti e so come interpretare le mie defaillances, quelle che solo ad un occhio estraneo e distratto possono apparire casuali, ma non lo sono.
Ho fatto tutto quello che ho creduto mi si chiedesse di fare. Ho eseguito tutti i mandati, della famiglia e sociali, cose che forse avrei fatto lo stesso.
E ora sono svuotata e stanca. Esautorata di forze e sola.
Quella madre che così tanto mi ha gravato di esempi e aspettative, ora è vecchia e lontana.
Quel fratello che avevo preso ad esempio gravoso di intelligenza, virtù, comportamenti, moralità perfetta, sta per i cazzi suoi, ovviamente, lontano, distante, sprezzante, sufficiente, implacabile.
In fondo, mi ha sempre considerato, e sempre mi considererà,  una testa di cazzo e  una bambina viziata.
E pensare che per così tanto tempo ho danzato per lui!
Ne ricavo che ho sbagliato, ho sbagliato tutto o quasi.
Intanto, ho fatto cose, cose ineluttabili, dalle quali non posso sottrarmi. Ho fatto passi e promesse, contratto impegni e fatto tre figli. Ed ora le loro vite e la loro crescita mi pesano addosso come un macigno che non so portare, io donna irrisolta, adulta bambina che ancora aspetta la carezza di un padre mai avuto, il compiacimento di un affetto incondizionato, il bacio di un uomo che mi ami e comprenda e che si occupi un po' di me. Ne ricavo che è tardi, troppo tardi per riavvolgere il nastro, che nella vita vera non si torna indietro, che quel che è perso, è perso per sempre.
E che l'unico vero mandato da assolvere è rendere felici sè stessi, che già è cosa assai complessa ed ardua.  
Ma so che devo sforzarmi, sforzarmi di andare avanti, di fare chiarezza, mentre il corpo dice no e va da tutta un'altra parte. Ne sono prova le mie cadute accidentali, i miei incidenti con l'auto, le mie distrazioni, i miei scatti, le mie lacrime che sgorgano inopportune ......

domenica 23 ottobre 2011

Recenzioni

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Smanettando su internet ho trovato questo simpatico e moderno sito americano che vende abbigliamento, accessori, intimo e altre codine carine per corrispondenza a prezzi convenientissimi. Visitatelo e fatevi un'idea. Fate su RISINGTASTE.COM i vostri acquisti chic shock and chip per l'autunno inverno 2011 2012.

venerdì 21 ottobre 2011

Buon week end, in famiglia, in riposo, in libertà, a lavoro, in viaggio, a letto. Comunque esso sia, possa ricaricarsi un po' le pile.
io ne ho proprio bisogno!!!!

martedì 18 ottobre 2011

IL CASO DI ROCCAVENTOSA - CAPITOLO IV

.........
  Intanto era arrivato sotto le mura di cinta del castello. Mura maschie, imponenti, verdognole di umido, con ciuffi di muraria che spuntavano qua e là dalle fessure aperte dal tempo.
  Le seguì fino ad arrivare al grande portale in legno, spalancato per l’occasione.
  Guardò all’interno e vide un giardino meraviglioso, frutto, era evidente, di grande e sapiente cura.
  Le mura di cinta erano coperte, all’interno, da una fitta siepe di fotinie rossicce. Da una parte e dall’altra dell’ampio vialone, si aprivano grandi aiuole di un prato folto, verde aspro, vivo. Un pensiero impertinente gli fece pensare che ci avrebbe fatto volentieri una partita a pallone. Al centro del giardino si snodava un viale lastricato che correva fino al castello, bordato ai lati da arbusti di ligustro potati a palloncino. Camminando circospetto lungo la siepe giunse alla dimora. Davanti all’ingresso due ricchi cespugli di ortensie non ancora fiorite.......

domenica 16 ottobre 2011

Oggi ho scoperto, sulla nostra pelle, che quando si hanno problemi, si può parlare con i figli.
A cuore aperto, con sincerità, senza nascondere nulla.
Certo, modulando le parole e le emozioni secondo l'età, ma si può.
Sono in grado di capire e accettare ogni cosa, sono lo specchio di noi.
Sono noi dopo di noi, pur essendo autenticamente unici.

IL CASO DI ROCCAVENTOSA - CAPITOLO IV

...... segue ancora dal CAPITOLO IV - IL CLIMA E' TESO

 
  Costa salì al piano superiore, dove era il suo alloggio di servizio. Entrò in casa, accese le luci del piccolo ingresso, diede un’occhiata in giro.
  L’appartamento era piccolo, pulito, ma con un forte odore di chiuso. Sull’ingresso si aprivano quattro porte, le aprì una ad una.
  Dalla prima si accedeva ad un cucinino, da quella affianco alla stanza da letto. Di fronte c’era la porta del bagno e di fianco quella di un piccolo ripostiglio cieco. Spalancò le persiane.
  La cucina e la camera davano sulla piazzetta del paese.
  Prese una valigia, la poggiò sul letto. La disfece in parte. Ci avrebbe pensato dopo, pensò. Prese qualcosa per cambiarsi. Andò in bagno, si diede una bella rinfrescata, si cambiò la camicia, si rivestì tutto e scese le scale di corsa, fischiettando.
  Sull’ingresso del palazzo incrociò Parisi, di ritorno dal castello. Questi lo ragguagliò velocemente sull’accoglienza ricevuta.
  «Ho capito, mi daranno filo da torcere, ma sono sicuro del fatto mio e, che lo vogliano o no, farò i miei accertamenti. Vai, su. C’è Ferrara che sta trascrivendo le informative. Aiutalo, fate prima che potete. Io, intanto, vado dai Papaleo e vedrò quello che potrò fare prima delle autorizzazioni».
  «Comandi, ispettore», fece sollecito il Parisi, battendo i tacchi.
  Costa si incamminò verso il castello a piedi. Attraversò il centro del paese. Salì una scaletta ripida col corrimano in ferro. Superò una bella fontana e continuò a salire su per la via erta, lastricata di san pietrini ben messi.
  L’atmosfera era quella di un borgo silenzioso, tranquillo, sereno. Incrociò diverse persone che lo guardarono, gli parve, con una certa curiosità.
  Un paio di bambini, giocavano a campana in un vicolo. Era quasi ora di pranzo. Si sentiva profumo di cucinato per le vie, odore di sugo buono. Sentì un leggero languore ......

venerdì 14 ottobre 2011

IL CASO DI ROCCAVENTOSA - CAPITOLO IV

...... segue

  Si ritirò nella sua stanza. Fece poggiare per terra le sue cose, stipate in due valige di cartone, in un angolo dell’ufficio, dietro la porta. Pensò che le avrebbe sistemate nel suo alloggio con comodo.
  Prese il suo codice di procedura penale e cominciò a dettare note al suo assistente, Giovanni Ferrara. Questi non riusciva a tenergli dietro, a scrivere a macchina tutto, sotto dettatura. L’ispettore però aveva fretta. Così decisero che Ferrara avrebbe scritto velocemente a mano, quasi stenografando per poi battere tutto a macchina con l’aiuto di Parisi in un secondo momento.
  Costa innanzitutto mandò a richiedere formalmente all’ufficiale sanitario l’autopsia di Donna Clelia Francesca Stella Papaleo, principessa di Roccaventosa, deceduta in data 5 aprile 1948, alle ore 18.00 circa. Giustificò ampiamente la richiesta al medico con tutto quanto già a sua conoscenza.
  Dettò una relazione particolareggiata, per quanto del tutto preliminare, al suo diretto superiore e cioè al Commissario provinciale e scrisse una lettera al Questore, innanzitutto presentandosi e richiedendo di essere ricevuto quanto prima per fare la conoscenza diretta.
  Quindi, completò la documentazione con la richiesta al Magistrato. Congedò Ferrara. Gli chiese di battere tutto a ......

segue ancora
Siamo nati per amare, mangiare, riprodurci  e .... lavorare.
FARE FARE FARE
Io credo di essere una bulimica del fare. Mi stanco tanto, ma non mi fermo mai.
Lavoro, cucino, studio,  rassetto, faccio giardinaggio, leggo, scrivo, pitturo, imbianco, sistemo......

Una delle cose che mi piace di più fare è pensare alla casa, stravolgere l'arredo, spostare i mobili, cambiare le tende, modificare il colore delle pareti, sistemare le piante da un angolo all'altro.
Una cosa abbastanza carina che ho fatto di recente è scrivere alcune delle mie poesie sui muri della mia casetta al mare. Una bella poesia dedicata a mio marito proprio sul suo capezzale, acrostici e rime per i miei amati bimbi nella loro camerette, dediche e poesie in quantità nella stanza di mia madre, note al mio amato poesie, alle donne, alla via in corridoio, all'acqua e al mare in bagno.

Mi manca qualcosa di ....culinario per la mia cucina. Mi aiutate?
Una volta un amico mi aveva donato una strofa alla melanzana, fritta, croccante, fragrante, fumante, ma non la trovo più !!!

ANCORA MODA

Abitini, little dress black, cappotti cammello misurati e avvolgenti, tanto bianco, di nuovo il grigio, stile bon ton, qualche follia per la sera, drappeggi, tagli sartoriali, tailleur, intramontabili jeans .........
Per chi non è animalista e ha qualche soldino in più, uno zibellino smanicato è quel che ci vuole!
 

Infine, scarpe, che passione!!!!! Siamo tutte Cenerentole!!!
Zeppe, plateaux, francesine, colore, ma con un must:fatte da esperti calzaturieri italiani, talmente belle, calde e comode da immaginare che i nostri piedini stiano tutto il giorno così:
 
in ammollo!!!!

MODA

L'autunno incalza, l'inverno è alle porte, stamani il mio termometro segnava 14 gradi centigradi ed io, in jeans e camicetta, rabbrividivo.
E' tento di rifarsi il guardaroda o, perlomeno, di rinverdirlo un po' con qualche acquisto o qualche simpatico riadattamento.
Detto fatto, ho dato un'occhiata all'armadio e ho preso un pacco di roba: le cose che proprio non voglio vedere più in giro le ho portate alla Caritas della mia parrocchia; alcune, smesse, ma particolari e carine, le ho portate al MERCATINO dell'usato, un negozio-sistema in franchising che permettere di rivendere a chi ne ha voglia quello che a noi non piace più; il resto l'ho portato dalla mia mamma con l'hobby del cucito, per riadattare un po' di vecchi pantaloni e tailleurs.
Parola d'ordine SLIM: via zampe, via il largo, lungo e il dritto, quest'anno il trend è su capi minuti, che avvolgono il corpo, accarezzano la figura, mettendo in evidenza le forme.
Qualche cucitura qua e là, l'orlo più corto e ci siamo.
Per il resto farò presto un giro in qualche negozio IN della mia città e dintorni!!! 

giovedì 13 ottobre 2011

Prendi il mio cuore tra le tue mani,
soffia alito di conforto,
donami i tuoi pensieri più segreti
e sorreggi il mio passo, oggi incerto

domenica 9 ottobre 2011

SANGUE DI TIGRE

Ho sentito che il nostro premier mangia bistecche di leone e beve sangue di tigre per fortificarsi e resistere agli attacchi.
Beh, vorrei poter anch'io mangiare e bere così, per difendermi dagli attacchi della vita che di recente mi stressa oltre i miei litimi di sopportazione.
Mi sento come Don Abbondio, povero vaso di coccio tra vasi di ferro .....

ANCORA UNA POESIA DALLA MIA PRIMA RACCOLTA

A ….

Rechi fiori
sulla pietra bianca
E accendi ceri
a chi ti manca
e più non torna
alla casa vuota
ancora adorna
Immota
Scorda e vivi
Vai avanti
Non sai se a te
di giorni
ne restano tanti

Questo è l'umano destino
Non sapere
quando si ferma il  cammino

IL CASO DI ROCCAVENTOSA - CAPITOLO IV

....... segue

  Comunque, andò avanti come un caterpillar.
  Era ben deciso ad avviare tutta le procedure prima di pranzo e a cominciare le indagini vere e proprie nel primo pomeriggio. Non c’era molto tempo, ma doveva riflettere ed agire lucidamente.
  Si ritirò nella sua stanza. Fece poggiare per terra le sue cose, stipate in due valige di cartone, in un angolo dell’ufficio, dietro la porta. Pensò che le avrebbe sistemate nel suo alloggio con comodo.
  Prese il suo codice di procedura penale e cominciò a dettare note al suo assistente, Giovanni Ferrara. Questi non riusciva a tenergli dietro, a scrivere a macchina tutto, sotto dettatura.   L’ispettore però aveva fretta. Così decisero che Ferrara avrebbe scritto velocemente a mano, quasi stenografando per poi battere tutto a macchina con l’aiuto di Parisi in un secondo momento.
Costa innanzitutto mandò a richiedere formalmente all’ufficiale sanitario l’autopsia di Donna Clelia Francesca Stella Papaleo, principessa di Roccaventosa, deceduta in data 5 aprile 1948, alle ore 18.00 circa. Giustificò ampiamente la richiesta al medico con tutto quanto già a sua conoscenza.
  Dettò una relazione particolareggiata, per quanto del tutto preliminare, al suo diretto superiore e cioè al Commissario provinciale e scrisse una lettera al Questore, innanzitutto presentandosi e richiedendo di essere ricevuto quanto prima per fare la conoscenza diretta.
  Quindi, completò la documentazione con la richiesta al Magistrato. Congedò Ferrara. Gli chiese di battere tutto a macchina il prima possibile, di correggere da solo le bozze e di mandare il tutto il più velocemente possibile al Comando.

UOMO

Cosa fare di una vita
una sola
se sei avvolto solo
da dubbi parole
e convolvoli pensieri
Gli schemi tutt’attorno
mettono ansia
dettano imperativi
e tu li schivi
senza fuggirli mai
Ci resti accanto
avvinto
e non convinto

E passa

ANCORA A MIA MADRE

Mia madre, i miei figli, l'amore, le mie fragilità sono le maggiori fonti delle mia ispirazione poetica.
Pubblico di seguito un'altra poesia dedicata a mia madre, donna antica che ha fatto della sua vita una poesia interamente dedicata agli altri



LE TUE MANI


Mamma, dimmi,
cosa non sanno fare le tue mani?

Le tue mani lavano,
cucinano, accarezzano,
annotano e fanno i conti.

Le tue mani facevano i biglietti
sui pullman di nonno,
le tue mani ricamavano
il corredo della giovane sposa
e scrivevano i temi per superare
il concorso a fatica.

Una delle tue mani, quaranta anni fa,
veniva impalmata da una vera
di lavoro e sudore
e allora le tue mani
imparavano a girare le frittate
e a friggere le patate,
a lavare i calzini e tutto il resto
e a cullare me,
bambina già inquieta.

Le tue mani hanno pulito,
zappato l’orto,
ammazzato i polli,
corretti compiti,
raccolto le olive,
stannato la vigna,
cucito bottoni
e rammendato maglioni.

Le tue mani sanno fare
il pan di Spagna, la caprese,
il naspro sottile,
le salsicce e il sapone.

E sanno tessere le trine più fini,
quando te le lavi
e ti siedi a riposare,
ma senza mai fermare le mani.

Dimmi mamma,
cosa non sanno fare le tue mani?

Le tue mani d’oro,
le tue mani di fata ,
le tue mani stanche e senza smalto,
mani che non conoscono manicure.

Ora le tue mani si devono fermare,
raccolte nel grembo
e devono imparare ad accettare
da me un fiore d’amore.

A MIA MADRE

Da un po’
mi sento risucchiata, attratta
dall’idea di mia madre
Il pensiero va a lei,
e i sentimenti e i bisogni
E ne sto elaborando
il lutto
prima di averlo
E già ne soffro
E non so se il pensiero
mi assale come un presentimento
o un esorcismo
ora che più la voglio e la amo
Mammaaa
Madre di una madre

D'ESTATE

D’estate
quando dormo il pomeriggio,
mi risveglio d'improvviso
e mi assale
un senso di morte

Ma sono viva
e non lo so perché

Se per il sangue caldo
che mi scorre nelle vene
e gli umori e il sudore

O per i pensieri
che aleggiano nella testa
e i sentimenti inquieti
verso chi più amo

INSIEME

INSIEME



Intreccio di contrasti,
amore

Svegliarmi accanto a te,
già sveglio,
è dolce
E la sera,
cercare il sonno,
poggiando la testa
sull’omero stanco,
è abbandono

Le liti, aspre,
si stemperano
in condiscendenza
e rinuncia

Uniti, perché
le individualità,
mortificate,
non possono restare
autonome
e sole

PRESENTE

PRESENTE



Ho chiuso agli echi della memoria
e alle suggestioni del futuro che non c’è
Sono qui e adesso
La vita è ora
e la felicità è piena nel momento

ACROSTICO ALESSANDRO

ALESSANDRO

(Acrostico in due quartine con rima alternata ABBA e un binario con rima baciata)


All'alba di un giorno di maggio ho saputo che c’eri
Lo stupore ha lasciato il posto all’attesa
E ai soliti dubbi di mamma un po’ tesa
Sei cresciuto in me e man mano ho avuto altri pensieri
Sei rimasto tranquillo, nel buio, finchè hai voluto
All’alba di un giorno di inverno hai bussato, sei nato
Nato in fretta, deciso, figlio inaspettato, ma non meno amato
Di notte, se hai pianto, ti ho stretto e allattato finchè hai taciuto
Resterai con me per il tempo che vorrai, per crescere, senza fretta
O veloce, com’è nella tua natura, verso la vita che aspetta

venerdì 7 ottobre 2011

Ogni volta che devo fare una scelta difficile provo a chiudere gli occhi e ad immaginare di avere una bacchetta magica: cosa vorrei davvero, se potessi?
Così cerco di fare chiarezza.
Riuscirò anche questa volta a compiere la magia?

mercoledì 5 ottobre 2011

Ottobre, ai suoi inizi, ci sta regalando giornate stupende, che ci faranno scivolare verso l'autunno con molta dolcezza .....

mercoledì 28 settembre 2011

Ho l'impressione che i palinsesti TV siano più che mai ricchi di programmi di politica, attualità e approfondimenti. Otto e mezzo, l'Infedele, Omnibus, Piazza pulita, Bersaglio mobile, Quarto grado, Chi l'ha visto, Porta a porta, Matrix, Studio aperto, Ballarò.
Li seguo quasi tutti, soprattutto quelli su LA7,che apprezzo molto.
Mi manca solo Santoro e il suo ANNOZERO!
Oggi sono stata a Roma per un corso di aggiornamento-formazione.
La nostra capitale è sempre magnifica. Ho percorso il lungotevere, a nord, verso l'Olimpico, ho visto bei palazzi, larghe strade, la sede Coni, una delle sedi Rai. L'aria era calma e calda, ancora bella, piacevole, frizzante. Il traffico vivo e sostenuto, le persone indaffarate, allegre, ancora abbronzate, per lo più gentili.
I viaggi brevi e di lavoro stancano, ma sono un modo come un altro per staccare un po' la spina.


Le grandi sofferenze formano il carattere. Siamo come una grande botte in cui il vino delle emozioni, degli affetti, delle esperienze decanta,sedimenta, si raffina. L'età porta via la giovinezza e la bellezza, ma dona tanta saggezza, equilibrio, maturità, consapevolezza.

lunedì 26 settembre 2011

AIUTOOOOO

Mi sento attaccata, accerchiata da tutte le parti.
Come esco di casa, mia figlia mi chiama a telefono dicendo che ha appena finito i compiti e, quindi, può uscire?
La Tata dell'anno scorso ha dato forfait. Dunque, da inizio settembre, ne ho un'altra, che però questa settimana non può venire. Quindi ho dovuto chiamare la "vecchia" e chiederle se per pochi giorni può sostituire la Tata che l'ha sostituita!
Ieri abbiamo avuto la vendemmia, dunque ho un surplus di panni e scarpe sporche da ripulire.
Bisogna cambiare tutti i letti e aggiungere una copertina, perchè di notte inizia a far freschetto.
Stamattina non ho fatto in tempo a fare la spesa, dunque oggi non ho pane.
Mia madre non mi dà più una mano, ma anzi ogni volta che vado ad lei a salutarla o a sfogarmi un po', mi riversa addosso tutte le sue lagnanze dovute a dolori, pasticche, necessità varie, adempimenti da fare.
Il mio capo ha convocato i colleghi e me per dirci che dobbiamo darci dentro con la "produttività", metterci sotto, lavorare di più, di più, sempre di più. Naturalmente senza nulla in più in cambio.
Mio marito è oramai completamente andato. Vive per sè e i suoi hobbies, non fuma più, è nervosissimo, tutto il suo tempo libero lo trascorre fuori casa, va in bici, vede gli amici, ha i suoi spazi.
IO SONO FUSA!!!!!

SBAGLIARE È UMANO .......

.......... perseverare è diabolico. Oggi (ante) i nostri rappresentanti politici in Parlamento hanno detto no all'arresto di Milanese. L'opposizione aveva chiesto ed ottenuto il voto segreto, sperando in libertà di coscienza e responsabilità, ma Bossi e la lega hanno deciso di non staccare ancora la spina.
In cambio di cosa?

mercoledì 21 settembre 2011

DONNE MULTITASKING

Ora anche il cinema celebra le donne che fanno tutto e tutt'assieme.
Prossimamente esce nelle sale il film MA COME FA A FAR TUTTO?, nel quale Sarah Jessica Parker, dismessi i panni sexy di Carrie Bradshaw di SEX AND CITY, è una mamma americana moderna che lavora, tiene casa, accudisce i figli, asseconda il marito, un po' come la maggior parte di noi.
Io per la verità sono un po' stufa di fare la trottola, stanca morta in ogni momento della giornata e poco riconosciuta in questi sforzi dal coniuge.
Non credo che noi donne abbiamo una marcia in più, che il nostro cervello sia più veloce, che effettivamente abbiamo la capacità di far bene più cose insieme.
Semplicemente facciamo di necessità virtù, rimettendoci in energia e salute. Ma è una necessità perchè vogliamo avere indipendenza economica, realizzarci come professioniste e avere una famiglia con figli.
E' tutto bellissimo, ma siamo fritte!!!

DISTURBI DELL'APPRENDIMENTO

Ho paura che mio figlio soffra di disgrafia e disortografia, perchè scrive molto male, ha una pessima grafia, fa errori, regge male la penna. Ha un'ottima maestra di lettere che però non mi ha mai prospettato la cosa. Piuttosto, ogni volta che vado ai colloqui, mi dicono che è un briccone irrequieto. Approfondirò. Se mai fosse, dovrei cercare di fargli fare una vera e propria riabilitazione con esperti.

IL CASO DI ROCCAVENTOSA - CAPITOLO IV

...... segue dalle puntate precedenti


  Lasciò la stanza in punta di piedi, camminando quasi all’indietro, finché non giunse alla porta. La aprì piano e scivolò via, maledicendo quel momento tra sé e sé.

* * * * *
  Intanto Costa, appena arrivato in ufficio, conosciuto anche Parisi, impartiti caparbiamente i primi ordini, si era messo all’opera ed era più che intenzionato ad andare avanti per la sua strada.
  Immaginando di poter essere osteggiato dai familiari della vittima e, in genere, dall’opinione pubblica, in paese come in caserma, preparò una relazione dettagliata, per quanto possibile, che integrò con delle lettere ai suoi superiori diretti. Era consapevole che fosse una maniera assai singolare per presentarsi e iniziare a lavorare in un posto, in fondo, tranquillo.
  Comunque, andò avanti come un caterpillar.

....segue

martedì 20 settembre 2011

RICCHEZZA E POVERTÀ

Il debito sovrano ammonta a circa duemila miliardi di euro, la ricchezza privata degli italiani, delle famiglie a circa novemila miliardi di euro. Logicamente le grandi ricchezze sono concentrate nelle mani di pochi, ma una patrimoniale calibrata potrebbe aiutare risolvere le cose.

È tutta colpa di Scilipoti!

Se Vittorio Emanuele di Savoia fu considerato responsabile di aver consegnato l'Italia a Mussolini e di aver permesso la cosiddetta marcia su Roma, che diede vita al ventennio fascista, così Scilipoti e gli altri millantati responsabili sono stati, circa un anno fa, e vanno considerati i colpevoli del voto di fiducia al terzo o quarto Governo Berlusconi, voto che forse ci costerà il tracollo finanziario.
Italiani, brava gente, ignavi.
Ventanni di fascismo con, in dono, l'alleanza con Hitler, la seconda guerra mondiale e la sconfitta e vent'anni con Berlusconi con, in dono, il decadimento dei costumi e della morale, il velinismo e la disfatta economica.
Siamo ancora in tempo a svegliarci, ma veloci!!!!!

CRISI

La situazione economica internazionale è veramente disastrosa e anche noi stiamo per andare a picco.
Non riesco a star tranquilla. Faccio spesso il giro delle banche per chiedere informazioni, ma le notizie sono allarmanti. La Grecia, di fatto, anche se la cosa non è ufficiale, è fallita. Così come tempo fa è fallita l'Islanda, l'Argentina, l'ex Unione Sovietica. Cosa significa per uno stato fallire, andare in default?
Significa cominciare a praticare tagli spietati, fare macelleria sociale, ridurre drasticamente i servizi, non restituire il debito, ossia i titoli di Stato o non pagare gli interessi. Dopo la Grecia può toccare a noi, a Italia, Francia e Spagna.
Abbiamo circa duemila miliardi di debito pubblico, debito di gran lunga superiore al PIL. Queste cifre blu non le sappiamo nemmeno scrivere, troppi zeri, troppo irreali, troppo al di fuori e al di sopra dei nostri piccoli bilanci familiari, dei nostri conti della spesa. Non oso immaginare cosa ci può accadere, ma quello di cui sono convinta e che Berlusconi deve andarsene via, a casa a fare ilnonno, a riconciliarsi con la sua Veronica, angelo del focolare o alle Antille a vivere la sua disperazione di essere finito, di essere vecchio.
La verità è che la situazione di per sè è tragica e quindi ci sarebbe almeno bisogno di un Governo serio, di qualsiasi colore.
Sono contraria ed elezioni ora. È ormai troppo tardi, ma gli alleati di Governo, Bossi e gli altri, dovrebbero staccare la spina. Altrimenti saranno corresponsabili del disastro berlusconiano ed economico.

venerdì 16 settembre 2011

IL GIALLO A PUNTATE - IL CASO DI ROCCAVENTOSA - CAPITOLO IV

.... segue


  «Ma è assurdo, non ho mai sentito nulla di così assurdo, in un momento così poi, non lo sopporto», disse fermo Edoardo.
  «Deve riferirgli di annullare questo mandato, questo accidenti di provvedimento o come altro si chiama. Domani ci saranno i funerali, come previsto. Non posso accettare, supinamente, che un pivello appena arrivato qui da chissà dove, fresco di studi, si metta a giocare all’investigatore sulla nostra pelle, provocando uno scandalo senza eguali. Questo per noi è un momento di grande dolore, lo sapete tutti del resto. Se ne torni al Comando e gli dica di desistere, altrimenti interesserò direttamente il Questore».
  «Don Edoardo, mi mette in grande difficoltà, non me ne vogliano, ambasciator non porta pena, io sto solo eseguendo gli ordini di un superiore, cui sono subordinato, ... Le lascio il provvedimento. Poi facciano come credono, credo che tra un po’ Costa verrà di persona».
  E così il povero Parisi si congedò, facendo un lieve inchino con un cenno del capo ai signori e un leggero baciamano alla principessa, che era rimasta per tutto il tempo in silenzio, con il volto impassibile e composto, che non lasciava intravedere alcuna emozione. .....

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