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giovedì 30 giugno 2011

IL GIALLO A PUNTATE - IL CASO DI ROCCAVENTOSA - CAPITOLO II

..... SEGUE

Aveva avuto il meritato trasferimento. Si avvicinava a casa. Al primo incarico era stato sbattuto in una terra bellissima, ma praticamente ai confini dell’Italia, nel sud estremo. Aveva patito un caldo torrido per quattro mesi all’anno, la lontananza, le preoccupazioni, le minacce della malavita organizzata.
Ma ora, finalmente, avrebbe goduto di una settimana di congedo, per Pasqua, da trascorrere nella sua Napoli con Maria e poi sarebbe partito per l’Abruzzo. Gli avevano affidato, al secondo incarico, una sede tranquilla, montana, nel centro dell’Italia.
Esattamente l’opposto della precedente. Che strano!
In realtà, Roccaventosa, lì era stato assegnato, era distante un centinaio di chilometri da Napoli ed era una sede vacante da poco. Probabilmente l’incarico sarebbe durato per un breve periodo. Solo il tempo di riordinare una situazione da un po’ lasciata a se stessa.
In seguito, forse, il comando del posto sarebbe passato ad un sottufficiale, con l’ausilio di un paio di agenti, organico più che sufficiente per gestire la routine e assicurare l’ordine pubblico di una cittadina di provincia, in una regione tranquilla.
........ SEGUE

MESSA A PUNTO

Prima di partire per il mare noi donne abbiamo bisogno di un'accurata messa punto, una sorta di tagliando auto: pedicure, manicure, gel, taglio di capelli, depilazione, .....

E così ho scoperto che la mia estestista è una sadica fufunista: sono stata quasi tutto il tempo a sudare freddo a denti stretti, trattenendomi a stento dallo sferrarle  cazzotti .....

IL PESO DI SANTORO

Dopo la cronaca annunciata della rottura di Santoro con la RAI, oggi il CEO di Telecom, proprietario della La7, ha dichiarato l'interruzione delle trattative con il noto giornalista, a causa di divergenze inconciliabili tra il professionista e la linea dell'editore. Immediatamente, in borsa, il titolo Telecom è crollato di 4 punti percentuali. Questo è il peso di Santoro .....

AFA PIATTA

L'afa piatta spezza il sereno
Rompe l'azzurro basso del cielo
Bagna la pelle di afrore e sudore
Ferma il tempo, sospende la vita
In un affanno ottuso di sonno
Seda i sensi ma sveglia l'amore
Nella penombra delle persiane chiuse
Sopisce stanca spossa surrurra
Si alza, dissolve, svanisce nel nulla

mercoledì 29 giugno 2011

TIRA E ...... molla: QUALCOSA PER ME

TIRA E ...... molla: QUALCOSA PER ME: "Bisogna cercare sempre di iniziare la giornata parlando con se stessi, guardandosi allo specchio e facendo qualcosa per sè. Io stamattina, d..."

TIRA E ...... molla: FIESTA

TIRA E ...... molla: FIESTA: "E' tempo d'estate, di siesta, di fiesta, cioè di festicciole di paese, di sagre, di fiere e mercati sotto il solleone, è tempo di bande, con..."

TIRA E ...... molla: I NUOVI PATRIOTI

TIRA E ...... molla: I NUOVI PATRIOTI: "Ieri sera, a Bologna, c'è stato il raduno della FIOM per festeggiare i 110 anni del sindacato metalmeccanici. A sorpresa è sbucato sul palco..."

giovedì 23 giugno 2011

Estate

Il tempo caldo dell'estate è arrivato e con esso la sensazione di vacanza anche nei giorni feriali. La mattina ho voglia di indulgere un po' di più a letto, le scuole sono chiuse, i ragazzi sono liberi. Ho ritirato le loro belle pagelle e per un paio di settimane voglio farli sentire in completa vacanza, in assoluto relax, niente corsi, niente piscina, niente colonie estive. Devono assaporare il riposo, la libertà da orari compiti impegni a cui li sottoponiamo ogni giorno noi genitori e la nostra società stressante durante tutto l'anno. Voglio che provino la noia, non intesa come ozio, padre dei vizi, ma come spazio e tempo vuoto da riempire con la fantasia, l'intelligenza, l'inventarsi qualcosa. Più in là cominceremo i loro compiti per le vacanze assegnati a scuola per ... non dimenticare. La sera ho voglia di uscire, di fare quattro passi col fresco, di andare a mangiare un gelato, di trascorrere serate a ballare all'aperto, sotto le stelle. E poi ho tanta voglia di mare, di sole, di abbronzarmi, ma questo, si sa, potrà accadere solo tra un po'.

sabato 18 giugno 2011

I NUOVI PATRIOTI

Ieri sera, a Bologna, c'è stato il raduno della FIOM per festeggiare i 110 anni del sindacato metalmeccanici. A sorpresa è sbucato sul palco il nostro Benigni, presentato da Santoro. Il Roberto nazionale ha fatto un intervento che non si può definire comico o satirico, ma civico, civile, culturale, etico. Ha cantato un inno al Lavoro, al lavoro diritto e dovere, al lavoro che dà dignità e onore, al lavoro che rende liberi. Appena salito sul palco, guitto geniale, è saltato al collo del presentatore e poi ha gridato che l'Italia s'è desta. È vero, questo centocinquantesimo compleanno della nostra nazione ha portato ad un risveglio rivoluzionario delle coscienze, che è iniziato con la gente in piazza, il popolo viola, il popolo arancione, le donne del 14 febbraio del se non ora, quando?, Per finire con il popolo alle urne delle amministrative e dei referendum. Siamo un popolo maturo che è stanco della crisi del lavoro dell'imbarbarimento della morale. Santoro, Benigni, Saviano, Fazio, Celentano, Sartori, Travaglio, Crozza sono i nostri nuovi patrioti, non sul campo di battaglia con la baionetta in mano, ma in tv o nelle piazze con l'arma incruenta della satira e della parola.

venerdì 17 giugno 2011

FIESTA

E' tempo d'estate, di siesta, di fiesta, cioè di festicciole di paese, di sagre, di fiere e mercati sotto il solleone, è tempo di bande, concerti, Santi Patroni e processioni. A me piacciono molto, popolari, colorate, democratiche. Adoro girare per le bancarelle e trovare una buona occasione, comprare, mercanteggiare sul prezzo, tornare a casa e provare i vestitini e le scarpe acquistate a poco prezzo, inventare abbinamenti, sfoggiare le modiche novità la sera stessa, accontentare i bambini con giochi, palloni, lecca lecca, cose semplici e senza pretese.
Viva la festa!

mercoledì 15 giugno 2011

IL GIALLO A PUNTATE - IL CASO DI ROCCAVENTOSA - CAPITOLO II

segue

........L’ispettore Costa, nel suo solitario viaggio di ritorno verso Napoli, mentre guardava il panorama in esplosione primaverile, con gli occhi della mente ricomponeva i ricordi.
 Sembrava ieri che era arrivato alla stazione e aveva trovato la faccia allegra di Ciro ad accoglierlo.
 L’agente, dalla posa rigida dell’attenti, si era sciolto subito in un sorriso e in atteggiamenti simpatici, vedendo il suo superiore appena arrivato e apprezzando, che nonostante i gradi, il dottor Costa fosse più giovane di lui,napoletano come lui e molto alla mano.
 Ciro gli aveva fatto buona compagnia e si era mostrato un valido collaboratore, leale, solerte, ubbidiente.
 Eseguiva sempre alla lettera i suoi ordini, si faceva da tramite con gli altri ed aveva un legame diretto, spesso molto utile, con la realtà locale.
 Avevano compiuto insieme tante missioni. Ma ora quel capitolo era definitivamente chiuso. Costa abbandonò il registro dei ricordi e innestò la marcia dei pensieri rivolti al futuro.

Esplosione

Ci sono dei giorni in cui sono in esplosione: scrivo scrivo scrivo. E più scrivo e più penso e più scrivo. Mi sento un vulcano, un fiume in piena in procinto di straripare e devo necessariamente lasciar correre, fare uscire i miei pensieri e le mie parole......

LOTTA ALL'EVASIONE FISCALE II

Trovo che l'espressione "mettere le mani nelle tasche degli italiani", che sta per far pagare le tasse, sia di grande volgarità.
Tutti i lavoratori, tutti i cittadini devono pagare le tasse.
E' il modo onesto, pulito, lineare, proporzionale  di contribuire allo sviluppo e ai servizi del paese.
Pagare le tasse significa avere una sanità pubblica che funziona, avere sbuone strade, avere una classe politica che lavora e amministra per noi, avere una buona scuola pubblica di ogni ordine e grado per noi e i nostri figli, avere assistenza e welfare per invalidi e anziani e chi più ne ha più ne metta.
E' chiaro dunque che va combattuta l'evasione e .... lo spreco.

LOTTA ALL'EVASIONE FISCALE

Sarebbe opportuno che gli italiani, oramai "maggiorenni" dopo il centocinquantesimo e risvegliatisi dal lungo letargo, come ha dimostrato il risultato referendario, avviassero, dal basso, dal popolo, dalla rete, una forte campagna contro l'evasione fiscale. So che dico una cosa molto impopolare, ma se tutti pagassero veramente le tasse fino all'ultimo euro, tutti ne pagheremmo meno e avremmo più servizi. È odioso chiamare in casa l'idraulico o l'elettricista e vederlo andar via, dopo averlo pagato profumatamente, senza che egli rilasci uno straccio di ricevuta. Non mi piace andare dal parrucchiere, fare colore, taglio, eccetera, spendere fior di quattrini e sentirmi dire "mica ti dispiace, ti ho segnato solo una piega". Stesso dicasi per l'estetista, che fa trattamenti costosi e fattura solo € 3,00 per le sopracciglia. Dover richiedere la ricevuta è antipatico ed impopolare, ma è un diritto-dovere se non vogliamo finire come la Grecia e dichiarare fallimento.

REFERENDUM III

I risultati dei referendum sono ormai noti e pienamente consolidati. Sono netti. La maggioranza degli italiani è andata a votare, dunque non solo il popolo di sinistra o dei comitati, ma il 57% degli aventi diritto, da individuarsi in maniera trasversale.
Tutti e quattro i quesiti hanno avuto la maggioranza dei sì, perlomeno al 96%.
I politici, i giornalisti, gli opinionisti dicono la loro, commentano il voto.
È un voto di merito e contenuto o è un voto contro il Governo?
Credo che sia nato e vada interpretato fortemente nel merito. Gli italiani hanno espresso in maniera netta ed inconfutabile la loro contrarietà alla legge Ronchi sull'acqua e al nucleare in Italia, sebbene sull'onda emotiva di Fukushima. Forse quello meno sentito, in genere, è stato quello sul legittimo impedimento, che se fosse stato votato da solo probabilmente non avrebbe raggiunto il quorum.
Il risultato finale, comunque, si connotata in maniera eminentemente politica ex post e sta a significare che gli italiani, allo stato, non gradiscono affatto la politica interna di questo Governo.

GALANTERIE

Mi riallaccio un po' al post precedente, per dire come sono galanti e aperti gli uomini del sud.
Quando si viaggia, diciamo a sud di Roma, il maschio italico diviene molto più aperto, schietto ed eloquente, spesso in maniera anche assai rustica e ruspante, ma comunque gradevole.
I camonisti lampeggiano, gli automobilisti strombazzano, gli operai e i muratori impegnati a lavorare per strada, a torso nudo sotto il solleone, fischiano, invitano, urlano apprezzamenti grossolani.
Tutto ciò mi fa sorridere.
Un po' più al nord tutto diviene più asettico, anche il corteggiamento da strada. Gli uomini sono silenziosi, riservati, non ti si filano di pezza, al più qualcuno insiste, muto, con lo sguardo.
Ma non posso non ricordare una cosa accadutami, a riguardo e in controtendenza, tanto tempo fa.
Avevo circa ventanni, dunque ero fresca e carina, credo. Ero in vacanza estiva con mia madre. Era da poco crollato il muro di Berlino e noi facevamo un viaggio in Europa, ma soprattutto in Germania, tra est ed ovest. Una mattina, da poco sveglia, ero affacciata alla finestra di un hotel, a pian terreno, a Francoforte sul Meno, capitale finanziaria della Germania. Passò un bel giovane teutonico, alto, biondo, con gli occhi azzurri. Mi guardò affacciata alla finestra con mamma. Tornò indietro, colse una rosa in un'aiuola vicina e me la porse con garbo, senza parole.
Credo di conservarla ancora in qualche vecchio scatolone di ricordi o forse è rimasta solo in un cassetto della mia memoria.
Fu un bel gesto.
Dunque, viva la galanteria maschile al nord e al sud!

VIVA IL SUD

Questa mattina, per motivi di lavoro, mi sono dovuta recare in un paese dell'alto casertano, nei pressi di Teano e Caianello. Ho trovato molti lavori in corso e, come di consueto, strade dissestate, buche, vegetazione altissima ed incolta. Mi sembrava di percorrere una landa semidesolata dalla quale dovessero venir fuori a momenti Vittorio Emanuele e Garibaldi a cavallo.
Spesso il nostro sud, ancora oggi è affetto da disservizi e incuria. Ma, in compenso, che gente!
Disponibile, cordiale, ospitale, sollecita, garbata. Tutti danno indicazioni con  gentilezza, tutti lasciano il loro da fare e sembra vogliano accompagnarti di persona lì, nel posto di cui hai chiesto, tutti sembrano volerti aprire le porte di casa per offrirti un caffè. Una dimensione un po' antica, senza tempo, senza interessi.
E' per questo che amo tanto il nostro sud.

lunedì 13 giugno 2011

REFERENDUM II

I referendum hanno raggiunto il quorum con una percentuale di voto pari circa al 57% degli aventi diritto.
Tutti e quattro i quesiti hanno avuto la risposta SI perlomeno al 96%, laddove sì sta per sì, voglio abrogare la norma .....
Credo sia un grande successo della democrazia diretta, del senso civico degli italiani che non si sono lasciati scivolare addosso, supini e impassibili, decisioni importanti sulla vita del Paese e sulla legislazione.
Nel merito, il voto assume altre connotazioni e colorazioni importanti: contrarietà alla politica del Governo, insicurezza sul nucleare, volontà di  ricercare le fonti dell'energia necessaria alla vita e alla crescita moderna del Paese in una direzione che rispetti innanzitutto la salute e l'ecosistema, volontà di escludere le privatizzazioni dai servizi essenziali, voglia di legalità e di parità di tutti i cittadini dinanzi alla legge.
Mi chiedo  cosa abbia potuto fermare il rimanente 43% della popolazione italiana che, invece,  non si è espressa: indifferenza, ignoranza, impegni, pigrizia, lontananza da casa, convinzione?
Boh, quello che conta è il risultato!

IL GIALLO A PUNTATE - IL CASO DI ROCCAVENTOSA - CAPITOLO II

...... segue .......

«Comandi, dottò, buongiorno».
«Buongiorno, Ciro, stai comodo. Và, facimm’c prima na tazzutella ‘e cafè e poi abbiamm a jurnata».
Ciro veniva da Napoli, come lui.
Anzi l’aveva trovato ad accoglierlo tre anni prima, alla Stazione Centrale di Agrigento, in Piazza Mercato con la macchina di servizio. Si trovava lì già da due anni. Era cinque sei anni più grande di lui.
Ciro in Sicilia aveva messo radici. Appena arrivato aveva conosciuto una bella ragazza del posto, di famiglia semplice e contadina. Si era innamorato e se l’era sposata.
Rosalia Spinò era bella, sana, tranquilla. Non aveva grandi sogni, grandi velleità o grilli per la testa. Ma aveva puntato subito gli occhi sul nuovo arrivato dal continente. Ciro ci scherzava su:
«Dottò, sapit’, è o’ fascino ra divisa» e così, come diceva lui stesso, era finito “dritto dritto in trappola”. Matrimonio e due bei gemelli.
«Dottò», raccontò Ciro al loro primo incontro, «ho fatto subito, int’a roje anni, aggio arricettat e fierr».
L’ispettore Costa, nel suo solitario viaggio di ritorno verso Napoli, mentre guardava il panorama in esplosione primaverile, con gli occhi della mente ricomponeva i ricordi.
.......... segue

domenica 12 giugno 2011

Lingue e poesia

Come suonerebbe, anzi come suona, Shakespeare in italiano, oltre l'arcinoto ESSERE O NON ESSERE, QUESTO È IL DILEMMA e come sarebbe, ovvero com'è, Dante in inglese? Un  esempio, su tutti, AMOR CHE A NULLO AMATO AMAR PERDONA, superlativo Canto V dell'Inferno ..... Love that no one beloved from loving .....
La poesia è ugualmente poesia fuori dalla lingua che l'ha generata o le resta solo il valore del pensiero senza la magia dell'afflato creatore autentico?

ANNOZERO

Michele Santoro va via dalla RAI. Giovedì scorso ultima puntata di ANNOZERO. Seccato di cause, avvocati e ricorsi, prima ancora del grado di Cassazione, ha deciso di sottoscrivere un accordo con la Dirigenza RAI. Ma in trasmissione ha fortemente polemizzato, attaccato, redarguito Garimberti. Al di là delle idee che egli esprime e del mio credo politico, penso sia una gran perdita per la RAI come servizio pubblico, per la libertà di espressione e il pluralismo in TV, soprattutto in considerazione della massiccia presenza e potenza mediatica di una (altra) parte ..... politica.

Referendum

Domenica di svago e riposo, eppure domenica di senso civico, a votare per i referendum. Il mio quorum batte forte ed io a votare sono andata. Quattro sì, tondi tondi, per dire no al nucleare, da studiare ancora, da mettere in assoluta sicurezza, se qualcosa di assoluto in questa nostra umana vita imperfetta è possibile; no alle speculazioni dei privati sull'acqua, essenza e simbolo della vita stessa; no agli impedimenti veri o asseriti del premier e di  altri suoi simili. Sono impaziente di conoscere i risultati e spero fortemente che il senso civico degli italiani abbia la meglio su tutto, sugli impegni, sulla pigrizia, sull'incoscienza, sull'ignavia, sulla voglia di andare al mare e non pensare a nulla. Ma proprio quest'anno, quello del nostro 150° compleanno potrebbe essere quello giusto .....
Il week end al mare con la pioggia rischia di diventare veramente pesante. Non vi sono troppe alternative, rientro forzato, giro al centro commerciale o cinema. Noi abbiamo optato per la Multisala, in famiglia e con amici. Ognuno ha scelto secondo i propri gusti. I ragazzi hanno optato per I PIRATI DEI CARAIBI AI CONFINI DEL MARE in 3D. In effetti,  sono rimasti entusiasti. Il costo del biglietto è alto e non c'è riduzione, €10,00 a persona è una bella spesa, per una famiglia numerosa come la mia ..... Ma i ragazzi sono stati contenti. Il piccolo ha cercato, per il resto della serata, di raccontarmi la trama. Pochi effetti speciali, ma intensi. I maschi adulti hanno preferito la commedia con Jack Nicholson. Io, con le altre signore, ho visto Brat Pitt con Sean Penn ne THE TREE OF LIFE, ovvero L'albero della vita. Contorto, lungo, a tratti incomprensibile e angosciante. Pitt maturo e bellissimo, padre autoritario e uomo frustrato, nell'America bon ton degli anni "50-60, Sean Penn intenso, insondabile, viso vissuto e stropicciato. Bella fotografia, belle immagini, insomma una serata alternativa.

mercoledì 8 giugno 2011

GIRO PAGINA

Avevo nettamente bisogno di cambiar pagina, anzi di cambiare registro. E così per un po' ho lasciato le "mie sudate carte" e mi sono data ai lavori manuali. Servizi in casa e, soprattutto in giardino, un po' da sola, un po' aiutata per le cose più pesanti e difficili come potare. Bene, ho passato due giorni a dare di falce (!), a cavare erba (rende più di estirpare, vero? anche perchè l'ho proprio cavata, col sudore della fronte e la fatica delle mani), a smuovere la terra, a spazzare, ad innaffiare, lavare, pulire, gettare. Mi sono ricreata, sono stata bene, perchè cambiare è un po' come riposare, non a caso i latini coniavano il termine divertere, che significa, appunto,  cambiar strada, mutare direzione.
Ma da domani basta, torno alle mie carte!

lunedì 6 giugno 2011

IL GIALLO A PUNTATE - IL CASO DI ROCCAVENTOSA - CAPITOLO II

segue
........
 Per il resto aveva gradito il soggiorno in una terra calda e ospitale, dove la maggior parte della gente era povera, ma onesta, umile, ma prodiga.
 Nel paese di Villa Setosa quasi tutti avevano fatto a gara per averlo ospite a pranzo qualche domenica o per avere con lui perlomeno rapporti di affabile cortesia.
 Aveva sempre alloggiato in caserma.
 La colazione la faceva in piazzetta, d’estate e d’inverno, al Caffè RUSSO. Lì, la signora Concetta lo trattava quasi come una mamma. A seconda della stagione, cominciava la giornata con una tazza di latte fumante o con un bicchiere di granita alle mandorle. Dopo due chiacchiere cogli avventori abituali, come il maestro di scuola Guglielmi, il farmacista e talvolta Don Franco, se ne saliva in ufficio. Lì trovava l’agente di turno, Ciro Esposito o Antonio Santamaria, che lo accoglieva, al solito, battendo i tacchi.
 «Comandi, dottò, buongiorno».
...................

sabato 4 giugno 2011

Letture estive

Sto leggendo La casa in collina di Cesare Pavese. Scorre veloce, la lettura, nel poco tempo libero. Lui, Corrado-Cesare, il narratore, è un uomo adulto e irrisolto. Cate, la donna con la quale ha avuto una relazione tempo addietro, è donna fatta, decisa. La collina sembra quasi un'entità personificata più che lo sfondo ai fatti, più che un luogo, una realtà che tutti accoglie come l'abbraccio sempre aperto di una madre. Poco lontano Torino, i tedeschi, la resistenza, un anno ed oltre di fatti, dall'estate del "43, all'armistizio, alla primavera successiva. La resa, l'accettazione passiva di ogni cosa, il vivere come stando a guardare la vita vera che scorre, da parte del protagonista, quindi dello stesso Pavese, sono un segno premonitore di quel suicidio che avverrà, tragico ed inevitabile, pochi anni dopo.

mercoledì 1 giugno 2011

Si alza la brezza, sottile, in sottofondo il sussurro di Carlà in francese, le parole di Cesare Pavese scorrono come fossero le mie, i ragazzi corrono ignari sulla sabbia. Tutto è pesante, tutto è leggero ......
Sono in riva al mare, un mare inquieto quanto me. Ombrelloni chiusi, sole che fa capolino tra le nuvole inopportune, indiscrete occupanti del cielo. Il promontorio, sulla destra, si allunga nell'acqua, che va e torna bianca di schiuma, fredda di notti senza calore. Pensieri sciolti come capelli al vento, che si agitano e battono sul viso, ma restano attaccati alla mia testa ...... Vorrei falciarli via e non riesco, non ora......
Mi attardo nell'ozio e non dovrei.
Il senso di colpa irrompe nel silenzio.
Arriva la pioggia e lava tutto,
i miei balconi sporchi e
i cattivi pensieri.
Forse,
perché i pensieri
sono più forti della polvere
e si insinuano in ogni dove
nell'essere
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