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domenica 9 ottobre 2011

ANCORA A MIA MADRE

Mia madre, i miei figli, l'amore, le mie fragilità sono le maggiori fonti delle mia ispirazione poetica.
Pubblico di seguito un'altra poesia dedicata a mia madre, donna antica che ha fatto della sua vita una poesia interamente dedicata agli altri



LE TUE MANI


Mamma, dimmi,
cosa non sanno fare le tue mani?

Le tue mani lavano,
cucinano, accarezzano,
annotano e fanno i conti.

Le tue mani facevano i biglietti
sui pullman di nonno,
le tue mani ricamavano
il corredo della giovane sposa
e scrivevano i temi per superare
il concorso a fatica.

Una delle tue mani, quaranta anni fa,
veniva impalmata da una vera
di lavoro e sudore
e allora le tue mani
imparavano a girare le frittate
e a friggere le patate,
a lavare i calzini e tutto il resto
e a cullare me,
bambina già inquieta.

Le tue mani hanno pulito,
zappato l’orto,
ammazzato i polli,
corretti compiti,
raccolto le olive,
stannato la vigna,
cucito bottoni
e rammendato maglioni.

Le tue mani sanno fare
il pan di Spagna, la caprese,
il naspro sottile,
le salsicce e il sapone.

E sanno tessere le trine più fini,
quando te le lavi
e ti siedi a riposare,
ma senza mai fermare le mani.

Dimmi mamma,
cosa non sanno fare le tue mani?

Le tue mani d’oro,
le tue mani di fata ,
le tue mani stanche e senza smalto,
mani che non conoscono manicure.

Ora le tue mani si devono fermare,
raccolte nel grembo
e devono imparare ad accettare
da me un fiore d’amore.

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