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domenica 31 luglio 2011

Mitico bicarbonato di sodio

Il bicarbonato di sodio, comune ed economico, è una risorsa in casa: è ottimo per lavare frutta e verdura, buono in lavatrice come anticalcare, diluito in acqua per spazzolare i tappeti e ravvivarne i colori e di recente, ho scoperto, grazie alla mia amica Valeria, è uno sbiancante naturale per i denti, un economico ed efficace deodorante ascellare, un disinfettante per lavande intime. È bene averne sempre un po' in casa per mille usi.

sabato 30 luglio 2011

Le spiagge italiane e i vu' compra' II

Nuovo personaggio interessante: Tarì, in diretta da Calcutta, passando per Bergamo.
Magro, scuro, occhi e capelli neri, denti bianchissimi. Eloquio chiaro, corretto, quasi forbito, a tratti ammiccante.
"Parli molto bene in italiano, complimenti" gli faccio io, sempre curiosa, "dove hai imparato?". "
Ho avuto la fortuna di studiare, grazie a Dio".
"Quale Dio?" chiedo "Allah, Budda, Visnù?".
"Dio, Dio uno solo,tu chiama come vuoi, io prego cielo azzurro".
Touchet!
Tarì da Calcutta conosce cinque lingue, fa yoga, dipinge, vende collanine e braccialetti sulla spiaggia e ha il segreto della saggezza orientale. Complimenti, Tarī!
Ed sono sempre più convinta che la gente interessante, colta e intelligente si può trovare ovunque.
Ci sono momenti in cui vorrei stare da sola, rilassarmi, leggere, scrivere e non avere nessun tipo di problema o scocciatura. Invece no. Anche qui, al mare, in vacanza, ci sono mille fonti di disturbo: i bambini che litigano tra loro (ieri sera Paola ha suonato in testa a Francesco un poster con la foto di Andrea. Risultato: vetro rotto in mille pezzi sul mio letto!), il marito assente, i parenti in arrivo, le amiche che vogliono chiacchierare a tutte le ore, i vicini di ombrellone che invadono lo spazio, i vicini di casa che cantano e parlano ad alta voce a tutte le ore, il cellulare che squilla, ...... Basta, voglio fuggire in un'isola deserta!!!!!

venerdì 29 luglio 2011

IL DOMINIO DELLA CINA

La supremazia culturale ed economica nel mondo non ha mai la stessa casa, per fortuna, ma c'è un continuo avvicendarsi. Ne abbiamo prova ed esempio dallo studio dell'antichità. Prima l'Egitto, poi la Grecia, poi Roma, caput mundi. Nell'epoca moderna, alla supremazia della vecchia Europa si è avvicendato il prevalere netto degli Stati Uniti d'America.
Adesso il vento è nuovamente cambiato: è il momento della Cina. Producono guadagnano vendono a tutto il mondo, accontonano provviste, sono pronti ad acquistare i debiti degli altri stati, a comprare il mondo. La loro cultura è quella della iperproduzione, che però sembra ignorare i diritti umani. Importeremo anche questo tipo di comportamento e di cultura? Spero proprio di no .....

mercoledì 27 luglio 2011

PALINSESTI TV

Mentre noi siamo in vacanza o quasi, i dirigenti e gli autori televisivi preparano i nuovi palinsesti per l'autunno-inverno, stagione d'oro per la tivù.
Quando io ero piccola andavo a letto subito dopo il carosello, non esistevano i telecomandi e i più piccoli della casa (presente!) fungevano da telecomando umano. Gli adulti andavano a letto verso le dieci, massimo le undici. Il lunedì c'era il super film sul primo (RAIUNO si chiamava primo canale ed era il più visto), il martedì lo sceneggiato a puntate, il mercoledì il telefilm, il giovedì i quiz e così via. Ora la prima serata è divenuta tarda serata e la seconda serata, per me ed in genere per chi lavora e non soffre di insonnia, è notte. Sì, perché dopo i TG delle venti hanno inserito un altro programma, che inizialmente doveva essere una striscia e poi è diventato un ..... lenzuolo, che termina verso le ventuno e trenta.
Perché noi tutti fruitori della televisione non richiediamo a gran voce di trasmettere il programma più importante, quello di prima serata, verso le venti e trenta, massimo le nove?

PALINSESTI TV

Mentre noi siamo in vacanza o quasi, i dirigenti e gli autori televisivi preparano i nuovi palinsesti per l'autunno-inverno, stagione d'oro per la tivù.
Quando io ero piccola andavo a letto subito dopo il carosello, non esistevano i telecomandi e i più piccoli della casa (presente!) fungevano da telecomando umano. Gli adulti andavano a letto verso le dieci, massimo le undici. Il lunedì c'era il super film sul primo (RAIUNO si chiamava primo canale ed era il più visto), il martedì lo sceneggiato a puntate, il mercoledì il telefilm, il giovedì i quiz e così via. Ora la prima serata è divenuta tarda serata e la seconda serata, per me ed in genere per chi lavora e non soffre di insonnia, è notte. Sì, perché dopo i TG delle venti hanno inserito un altro programma, che inizialmente doveva essere una striscia e poi è diventato un ..... lenzuolo, che termina verso le ventuno e trenta.
Perché noi tutti fruitori della televisione non richiediamo a gran voce di trasmettere il programma più importante, quello di prima serata, verso le venti e trenta, massimo le nove?
La teoria della fisiognomica criminale del LOMBROSO, nel caso del bel norvegese BREIVIK, sembra aver fallito ancora. Ma pare che egli si sia fatto ritoccare chirurgicamente. Considerato il triste livello di follia, viene da chiedersi: ritoccato in meglio o in peggio?

BLOG

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FILASTROCCHE

ESTATE




Arriva l’estate,
che belle serate !
Che notti di fate !

Ma cosa avete,
un poco più sete?
L’oro nel campo domani si miete,
poi vi svestite
e di sasso dormite!


Che belle nottate,
che abbiamo d’estate,
con le cantate
delle cicale appena nate!


Beate, beate,
arriva l’estate!

                                                                                                     17 aprile 2009

FILASTROCCHE PEDAGOGICHE

LA REGOLA E L’ECCEZIONE


Ogni regola ha la sua eccezione:
ho imparato oggi a lezione
ed ho scritto sul mio taccuino
per ricordare sera e mattino
- che la QU vuole la vocale
perché da sola sta sempre male.
- CU è seguito da consonante,
così si sente assai elegante.
Ma il cuoco scappò via,
da scuola venne a casa mia,
con le scarpe di cuoio spesso
per cucinare il brodo e il lesso.
Adesso è sempre di buonumore,
perché in cucina ci mette il cuore!

FILASTROCCHE PEDAGOGICHE

LA FILASTROCCA DEL CUCU


Quando CU sta da solo,
il cuculo spicca il volo
In cucina trova la cura
chi vive secondo natura
La cubista balla in pista,
il cubista è un artista
Il curato di campagna
ha trovato una cuccagna
Se la sarta fa il cucito
mangia pure suo marito
Dalla culla, mia cugina,
strilla e urla, birichina
Cuffia in testa, farà festa
se sonnecchia alla finestra!
E’ complessa la cultura,
ma se l’impari non fa paura!

IL GIALLO A PUNTATE - IL CASO DI ROCCAVENTOSA - CAPITOLO III

.... segue

  Durante gli ultimi anni di regime, la caserma era stata sede di una frangia estremista della Milizia. Dal “43 la sede era rimasta vacante. Dopo la guerra, era stata comandata da un agente capo ed un assistente. C’era da fare un po’ d’ordine e, infine, il posto sarebbe stato retto da un sovraintendente di Polizia. E tanto sarebbe bastato, in quanto il posto era più che tranquillo.
  Nella città vicina c’era una buona caserma dei Carabinieri, diretta da un certo Capitano Clerici, con cui vi era buon rapporto di collaborazione per controllo del territorio, che non presentava problemi particolari, salvo qualche recente episodio di brigantaggio.
  Parlando, il tempo trascorse velocemente. Giunsero in prossimità della meta. All’orizzonte, in fondo alla strada bitumata di fresco che attraversava come un nastro grigio una bella campagna coltivata ad uliveti e vigne, svettava Monte Croce e su, in cima, si vedeva il centro abitato di Roccaventosa. Più si avvicinavano, più si distinguevano il castello, i campanili e le case che sembravano quasi scivolare giù dal pendio aspro della rocca.
  Sandro pensò che dal mare di Napoli e da quello quasi affricano di Porto Empedocle, ora era finito sul cucuzzolo di una montagna. Per fortuna era primavera. Immaginava inverni freddi e rigidi lassù.
  Ferrara ingranò la seconda e cominciò ad inerpicarsi su per la salita. A circa metà dell’erta, ad un incrocio con la strada provinciale proveniente da nord est, incrociarono un carro funebre, vuoto, cui l’agente diede la precedenza.
  Costa vedendo il carro e scorgendolo vuoto, da buon napoletano, fece i debiti scongiuri.
  Giovanni spiegò che il carro era diretto al Castello di Roccaventosa, in quanto il giorno prima era morta la vecchia principessa Clelia Papaleo.
  Raccontò che la poverina era stata trovata riversa a terra, nella serra del giardino d’inverno, dalla cameriera Rosa, che era andata a cercarla verso le sette di sera perché tardava a rientrare per la cena. L’aveva trovata morta.
  «Le mani serrate come in uno spasmo nervoso, i muscoli del collo e della testa completamente irrigiditi, tanta bava alla bocca mista a sangue, mucose rosse, povera signora. A me ha riferito tutto mia moglie che è amica di Rosa. Sa, siamo vicini di casa».
  Rosa doveva essere la classica comare di paese, un bel po’ pettegola, che aveva parlato a lungo dello spiacevole ritrovamento del cadavere con la vicina.
  Ferrara riferì tutti i particolari più per dovere di cronaca che per altro.
  Ma, alle sue parole, Costa ebbe un guizzo.
  «Bava alla bocca mista a sangue, mucose rosse! E nessuno ha pensato ad un avvelenamento?»

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martedì 26 luglio 2011

IL GIALLO A PUNTATE - IL CASO DI ROCCAVENTOSA - CAPITOLO III

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.......
  Il viaggio in treno durò relativamente poco. Sandro era abituato a ben altri itinerari. Dopo un’ora circa scese a Caianello. Lì trovò ad attenderlo l’assistente capo Giovanni Ferrara, venuto a prenderlo con la macchina di servizio.
  Continuarono il viaggio per circa un’ora, in parte sulla Casilina, in parte sulla strada statale 85, sempre in auto, fino a Roccaventosa.
  Ferrara era nativo abruzzese. Lo accolse con deferenza. Fecero le dovute presentazioni. Costa consegnò il suo scarno bagaglio al collaboratore che lo sistemò nel bagagliaio della Lancia Augusta d’ordinanza color cremisi. Quindi partirono.
  Il viaggio fu tranquillo. Il paesaggio primaverile era composto, punteggiato da poche case. Incrociarono rare auto, qualche carretto trainato da muli o cavalli, qualcuno in bicicletta, un gregge. Attraversarono due, tre centri abitati.
Giovanni ragguagliò l’ispettore sulle caratteristiche del posto e sulla natura, piuttosto amministrativa, dell’incarico.
  Roccaventosa era sede di una sovraintendenza.........
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POMODORI FRESCHI

Oggi avevo abbondanza di pomodori maturi allora, per non farli perdere, ho pensato di fare un sugo fresco con una ricetta di mia suocera.
Si mette tutto da crudo: pomodori a pezzettoni, cipolla, carota, sedano, basilico, acqua, sale e olio e si fa bollire per un bel po'. Poi si tolgono i pezzi di verdure e aromi e si versa il pappone nel passatutto. Ottenuta una bella salsa omogenea, priva di semi e pellicine, si ripassa tutto sul fuoco leggero con un altro filo d'olio. E' un sughino estivo ottimo per condire le fettuccelle. Noi aggiungiamo anche una bella grattata di ricotta salata.

Morale della favola, meglio della ricetta: mio marito rientrando a pranzo mi ha fatto i complimenti dicendomi: "Che hai fatto di buono? Sento odore di mamma!"

IL GIALLO A PUNTATE - IL CASO DI ROCCAVENTOSA - CAPITOLO III

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..... anche se adesso Maria incalzava con il desiderio pressante di sposarsi.

 Per il momento l’aveva rabbonita con la richiesta che prima si diplomasse alle Magistrali.
 La ragazza, più per farlo contento che per sé stessa, aveva accettato e passava le sue giornate tra la scuola e lo studio.
 Costa aveva trascorso la settimana del congedo ottenuto per Pasqua a casa. Poi era nuovamente partito in treno da Napoli. Si sentiva quasi un commesso viaggiatore.
 Stava attraversando la campagna fertile della Campania settentrionale, un po’ specchiandosi al finestrino, un po’ guardando fuori il panorama di frutteti e pioppeti in bell’ordine, peschi meravigliosi in veste primaverile rosa confetto e mandorli in bianco, teorie di pioppi in riga e in fila, come un esercito in ordine, quasi schierato sull’attenti.
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Su e giù, su e giù, casa,  mare, casa. Un po' per il tempo, un po' per altro. Oggi sono tornata perché il tempo era cattivo, Andrea doveva "registrare" l'apparecchio ai denti e quell'impunita di mia madre, ottantenne che non è altro, doveva rientrare per prepararsi per la crociera. Sì, una crociera di dieci giorni, nel nord dell'Europa, a visitare sette capitali, che peraltro avrà già visto tutte, con la sua amica Rosa. Useranno ogni mezzo di trasposto esistente, salvo il paracadute! In taxi fino a Roma, proseguiranno in aereo per Hamsterdam, si imbarcheranno su una meganave da crociera e da ogni porto prenderanno un pullman per raggiungere le varie capitali da visitare. Ce la farà la mia eroina con le ginocchia ballerine? Spero di sì, è una forza della natura la mia mamma, ma spero non si trovi il fidanzato e torni sana e salva da me e dai suoi nipotini!
...... è notte alta e sono svegliaaaaaa

venerdì 22 luglio 2011

Il silenzio e la parola

Sono stata educata alla scuola del silenzio. In famiglia mi hanno insegnato che il silenzio è d'oro, la parola d'argento, che bisogna amare la pace, che per vivere tranquilli spesso è bene abdicare alle proprie posizioni. E così sono cresciuta. Divenuta adulta, non mi ritrovo in questi insegnamenti e non so cambiare, non riesco ad esprimere il mio disappunto di fronte ai comportamenti avversi degli altri, non so quale è il modo di coniugare lo sfogo, la chiarezza e la pace nei rapporti. Non voglio litigare con nessuno, non voglio esprimermi in maniera smodata, non voglio mettere in pericolo i rapporti con chi mi circonda, ma a volte sento forte l'esigenza di fare chiarezza, di dire esattamente come la penso, senza offendere, senza litigare, con garbo, ma mantenendo forte il punto e affermando la mia posizione. Tra l'altro, proprio in questi giorni una mia amica ha pubblicato su facebook questa frase: il silenzio è la risposta dei vigliacchi e anche questa mi pare una cosa vera e sacrosanta, in totale antitesi con l'altra. Dunque mediare, ma con carattere.

giovedì 21 luglio 2011

Anche oggi la spiaggia è battuta da un vento fortissimo. Ma io so come difendermi: al supermercato ho comprato due paia di tappi per le orecchie, in lattice giallo, un paio per la casa, per non essere svegliata dai commenti mattutini del signor Mario, un napoletano colto del tipo "evero", con voce stentorea, un paio per la spiaggia, antivento, anti vu' cumprà, antirompiscatole dell'ombrellone accanto, ..... A costo di sembrareun po' strana, me li infilo e sto tranquilla per i fatti miei.