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martedì 7 febbraio 2012

60 ANNI DI REGNO



Ieri, Sua Maestà Elisabetta II di Windsor ha avuto il privilegio di festeggiare ben sessant'anni di regno.
Caso rarissimo, se non unico. 
Prestò giuramento giovanissima, assumendo sulle sue tenere spalle onori ed oneri non comuni. 
E c'è da dire che ella è stata fedele alle parole pronunciate in quel giorno lontano:
"Sarò fedele fino alla morte al regno e alla corona".
E così è stato.
Io non sono di certo una monarchica, ma queste  mondanità, questi fasti, spiegano su di me il loro fascino.
Perchè anche noi, donne moderne del terzo millennio, abbiamo avuto i nostri sogni; anche a noi sono state raccontate favole di principesse e principi azzurri che giungevano su bianchi destrieri  a risolvere ogni ambascia.
Ma al di là di questo, quello che apprezzo e ho sempre apprezzato di questa regina è il suo carattere, la sua forza granitica di reggere ogni bordata, riuscendo a restare viva, vegeta e forte al timone della sua ... nave.
E' stata una donna ultrafortunata, è vero, ma ha anche dovuto sopportare ogni genere di colpo: dai tradimenti, si dice, ripetuti del principe consorte, alle intemperanze dei figli, dagli scandali causati dalle nuore alle convenienze politiche, economiche, storiche.
E lei, come si conviene ad una persona che occupa quel posto, si è mostrata sempre serena, imperturbabile, super partes, sorridente, incrollabile, uguale a se stessa, con tanto di gioielli e cappellini, di abiti pastello e diadema, a suggerire con la sua sola immagine idea di equilibrio e tranquillità.
Dunque, auguri e Dio salvi la Regina!!!!!

lunedì 22 agosto 2011

Spigolature

L'altra sera sono stata all'anfiteatro romano di Minturno a vedere uno spettacolo di Giobbe Covatta. Mi è piaciuto moltissimo. Per due ore, da solo, ha tenuto la scena, a braccio, facendo ridere e riflettere. Tra le tante cose, ha ironizzato sulle differenze, addirittura fisiche, di conformazione cerebrale, di uomo e donna. La donna avrebbe gran parte di un lobo occupata da un costante mal di testa, vero o millantato, si fa per dire, tanto che questa parte del cervello si chiamerebbe Optalidon. L'uomo, invece, avrebbe la gran parte del cervello occupata dal Sesso: al 97% pensato, al 2,5% fatto, ma faidate, lo 0,5% effettivo.
C'è del vero. Maschi e femmine, due universi a confronto, in continua lotta ed elaborazione. Il maschio si realizza maggiormente fuori casa, nel lavoro, con gli amici, nello sport, negli hobbies.
La donna in casa, in famiglia, nei sentimenti. Anche da adulta si sente orfana o vedova o menomata dal tempo che il suo uomo dedica ad altro piuttosto che a lei. Questa cosa è sempre motivo di liti.
La donna è sempre materna, anche prima di essere mamma; l'uomo è sempre figlio, anche una volta diventato padre, ha bisogno di qualcuno che lo accudisca, lo nutra, lo coccoli.
Però è essenziale, asciutto, non ama chiacchiere inutili, va dritto al punto, è pratico, concreto, pragmatico.
La donna è retorica, fa giri di parole, vuole essere capita senza arrivare al punto, non chiede direttamente, ma si adombra se non ottiene.
L'uomo ha sembra voglia di fare sesso, ha l'esigenza fisiologica di svuotarsi i testicoli e lo deve fare, indifferibilmente, da solo o in compagnia, è una cosa quasi meccanica.
La donna, no. Fa l'amore, ha bisogno del sentimento, dell'atmosfera giusta, non riesce a farlo dopo una lite, una mortificazione. Non gode facilmente, è mentalmente bloccata da remore ataviche, fisiche, morali, paura di rimanere incinta. Il tutto rende il sesso, per la donna, un aspetto complesso e non sempre gratificante della vita.
Le donne, intorno ai trenta, vogliono, devono sposarsi, scatta il campanello, devono il loro tributo alla natura che le vuole compagne, mamme e nutrici.
Gli uomini scappano all'idea di una che li voglia "incastrare", sì perchè loro cercano le donne, le vogliono, le amano, tutte da scopare, solo una, quella giusta, è da sposare.