"TIRA E ..... molla" E' IL BLOG DI UNA DONNA MODERNA, COME TANTE DIVISA TRA FAMIGLIA FIGLI LAVORO CARRIERA, IN BILICO ED .... EQUILIBRIO TRA PASSATO E FUTURO, NOVITA' E TRADIZIONE
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giovedì 3 ottobre 2013
ANCORA VENTI DI CRISI
Tutto quello che è accaduto ieri nel nostro Parlamento è destabilizzante. Se i nostri rappresentanti non sanno che fare, cambiano idea più volte di seguito in pochi minuti, noi cittadini, da loro "amministrati", come dovremmo sentirci?
La domanda ovviamente è solo retorica. Ci sentiamo smarriti perchè abbiamo netta l'impressione che siano atto, da parte della maggior parte dei parlamentari, meri tatticismi e non misure intraprese per il bene superiore del Paese.
Fiducia sì, fiducia no, fino all'ultimo. Non è corretto. Intento l'IVA è aumenta di un punto percentuale, intanto non ci sono fondi per rifinanziare la CIG, intanto non vi è ancora un serio progetto di legge sulla legge elettorale. Anche questo perchè la cosa fa comodo ai rappresentanti e non ai rappresentati.
domenica 19 maggio 2013
POLITICA
A giorni si vota nella mia città. Sono state presentate solo due liste, civiche, apartitiche. C'è il totonomi, ci si chiede chi vincerà. Non saprei dirlo. Da una parte e dall'altra, vedo solo due agglomerati informi di gente con ben poco in comune.
Credo che chi voglia fare politica bene e ad un certo livello dovrebbe accantonare il proprio interesse personale, sentirsi chiamato come ad una missione: fare il bene del Paese, della città, delle istituzioni, cercare di innovare, verificare, fare studi per promuovere il miglioramento possibile della vita associata.
Ma so anche che la politica è lotta, potere, compromesso, mediazione, interesse.
Formica, un personaggio politico della nostra prima repubblica, diceva che la politica è merda e sangue e credo sia così.
Passione e schifezze.
Allora, qui da noi, che vinca il migliore, chi ha più colpi spari, ma spero vivamente che non salgano agli onorevoli scranni del comune imprenditori o loro prestanomi che sperano di andare a governare la cosa pubblica per fare solo il loro bieco interesse, a vendersi e ricomprarsi a basso prezzo la città, gente di bassa lega, ignorantoni, "professionisti" in cerca di incarichi e consulenze, di danaro facile per chi non sa cosa sia guadagnarne con sudore, preparazione, sacrificio, impegno, capacità. Spero i tempi siano maturi perchè la gente, il popolo nel chiuso della cabina elettorale, nel profondo della coscienza dica no alla politica del piacere, del clientelismo e del compromesso.
venerdì 14 dicembre 2012
POLITICA
Il termine politica viene dal greco polis, città. Dunque si rifà al concetto nobile del vivere sociale, dell'integrazione civica, del naturale consorzio umano.
Allo stato invece la politica è per lo più mala politica, è degrado, è bieco interesse personale a scapito della collettività.
Al momento i nostri politici, che dovrebbero fieramente e lealmente fare gli interessi di tutti, della collettività dell'Italia, stanno solo cercando di capire come mantenere il loro potere politico, personale ed economico per il tempo che verrà dopo le prossime elezioni.
Allo stato invece la politica è per lo più mala politica, è degrado, è bieco interesse personale a scapito della collettività.
Al momento i nostri politici, che dovrebbero fieramente e lealmente fare gli interessi di tutti, della collettività dell'Italia, stanno solo cercando di capire come mantenere il loro potere politico, personale ed economico per il tempo che verrà dopo le prossime elezioni.
martedì 27 novembre 2012
DENUNCIA SOCIALE
Mi riallaccio al post precedente per dire che credo sia arrivato il momento di un grande cambiamento nella società italiana.
Ora è arrivato il momento di cambiare, perchè è evidente che l'egoismo, la furbizia, il frega-frega, le tangenti, la corruzione, non portano a nulla, anzi portano ad un grande disastro sociale, pressocche' generalizzato.
Allora basta!
Inutile aspettare le riforme della politica.
Bisogna cominciare dal basso, da ciascuno di noi. Il cambiamento non deve venire da fuori, ma da dentro.
Ognuno deve fare, fino all'ultimo, il proprio dovere e deve pretendere che gli altri lo facciano. Con l'esempio, la denuncia, la civile protesta, se necessario.
A cominciare con il pretendere lo scontrino fiscale dal parrucchiere o dall'idraulico.
Se tutti pagano le tasse, tutti pagheremo meno tasse.
Se tutti faranno il proprio dovere, senza sprechi, avremo più servizi.
Allora via con la denuncia sociale di tutto ciò che non va!Italiani, brava gente...
Nel mondo passiamo per italiani, brava gente, per persone geniali e amanti del bello.
Ma, da un bel po', mi pare, questa cosa non è più vera.
Il nostro è divenuto il paese dei furbi, di quelli che cercano di arricchirsi, di approfittare delle occasioni per gabbare il prossimo. Ne sono valido esempio i recenti scandali politici.
Ma quei comportamenti non sono che la punta dell'iceberg.
La vita quotidiana è piena di condotte di minor impatto mediatico, ma di eguale indice di degrado morale. Mi riferisco al comportamento quotidiano di evasori fiscali, falsi invalidi, impiegati che timbrano il cartellino e vanno fuori dall'ufficio a fare la spesa per casa, gente che marca visita e fa il suo comodo, di chi parcheggia in doppia fila o lascia -in posti pubblici- luci accese, rubinetti dell'acqua aperti, termosifoni a tutto gas, di chi frega dagli uffici, dalle scuole o dagli ospedali una risma di carta, una penna, una calcolatrice, garze e medicine.
No, questo comportamento non è dignitoso, non è corretto, non è da brava gente.
E' una condotta profondamente anticivica che fa male a tutta la comunità.
Per questo credo che vada arginata e sanzionata con la denuncia.
Dobbiamo riguadagnare il senso civico perduto e fare tutti da controllori della correttezza e della legalità.
Proviamoci, per un'Italia migliore!
Ma, da un bel po', mi pare, questa cosa non è più vera.
Il nostro è divenuto il paese dei furbi, di quelli che cercano di arricchirsi, di approfittare delle occasioni per gabbare il prossimo. Ne sono valido esempio i recenti scandali politici.
Ma quei comportamenti non sono che la punta dell'iceberg.
La vita quotidiana è piena di condotte di minor impatto mediatico, ma di eguale indice di degrado morale. Mi riferisco al comportamento quotidiano di evasori fiscali, falsi invalidi, impiegati che timbrano il cartellino e vanno fuori dall'ufficio a fare la spesa per casa, gente che marca visita e fa il suo comodo, di chi parcheggia in doppia fila o lascia -in posti pubblici- luci accese, rubinetti dell'acqua aperti, termosifoni a tutto gas, di chi frega dagli uffici, dalle scuole o dagli ospedali una risma di carta, una penna, una calcolatrice, garze e medicine.
No, questo comportamento non è dignitoso, non è corretto, non è da brava gente.
E' una condotta profondamente anticivica che fa male a tutta la comunità.
Per questo credo che vada arginata e sanzionata con la denuncia.
Dobbiamo riguadagnare il senso civico perduto e fare tutti da controllori della correttezza e della legalità.
Proviamoci, per un'Italia migliore!
martedì 11 settembre 2012
VOTA ANTONIO,VOTA ANTONIO!!!
Mi rendo conto che aspirazione comune per molti uomini e, per il momento, poche donne, è divenire sindaco della propria città.
Osservo il ristretto panorama della mia cittadina. Si voterà ad aprile, insieme per le politiche e le amministrative.
Bene, sin da ora le campagne elettorali fervono, in sordina. Gente di tutti i tipi, persone comuni, politici consumati, professori, imprenditori, a
mbiziosi di varia levatura, hanno cominciato a lavorare in silenzio al "sogno": c'è chi non perde occasione per fare feste e invitare quanta più gente possibile, chi finge opere materiali o intellettuali nell'interesse del paese, chi lavora attivamente su Facebook.
Il succo mi pare solo uno: interesse personale e ambizione e poco amore per la città.
venerdì 2 marzo 2012
TAV SI, TAV NO
Finora non mi sono mai espressa sulla TAV e sui disordini in Val di Susa, perchè non avevo le idee chiare. In effetti, pur leggendo i giornali e guardando programmi di attualità e politica in TV, non mi ero formata un'opinione e non avevo capito bene il nocciolo del problema.
Oggi posso dire di avere un'idea: sono favorevole alla costruzione. Capisco la popolazione, preoccupata per l'impatto ambientale; comprendo i timori per la salute; ho anch'io forti dubbi sulla gestione dei grandi appalti in Italia, spesso sviliti a facile mangiatoia di disonesti, che si vendono onore, dignità e servizio per danaro, spesso tanto. Ma il tratto in questione della Torino-Lione fa fatto.
Si tratta di 57 chilometri di galleria da scavare nel cuore di una montagna che potrebbe contenere amianto.
44 chilometri sono in Francia, i rimanenti 13 in Italia. In Francia, nella regione confinante della Savoia hanno già scavato un tunnel per 20 chilometri. Si può dire che sono a metà dell'opera. I comuni interessati dai lavori sono in tutto 112, di cui 87 francesi, circa i tre quarti.
Trattasi di lavori che andrebbero ad integrare una linea di comunicazione e trasporto merci che attraverserebbe l'Europa, dalla Spagna all'Europa dell'est, che deflazionerebbe il traffico stradale, che creerebbe lavoro, circolazione del danaro, promozione dell'economia. Si tratta di un impegno preso dall'Italia, dai precedenti governi, con l'Europa cui non si può mancare, considerato anche i soldi già spesi e l'avanzamento dei lavori ad oggi.
Alcuni contestatori hanno ragioni da vendere e sono sinceri. Altri stanno strumentalizzando la questione per altre, meno o affatto condivisibili, finalità.
domenica 26 febbraio 2012
GIUSTIZIA, DOVE SEI?
SUMMUM IUS, SUMMA INIURIA, dicevano i latini. Ebbene, ne sono convinta anch'io.
L'antico brocardo sta a significare, massima giustizia, massima ingiustizia, estremo diritto, uguale ingiustizia.
L'antico brocardo sta a significare, massima giustizia, massima ingiustizia, estremo diritto, uguale ingiustizia.
Da anni in Italia si parla di riforma della Giustizia, ma non credo si riuscirà a fare chiarezza e pulizia se non ci si decide a ..... rinunciare ad un po' di giustizia.
Intendo dire che siamo eccessivamente garantisti.
Questo, certo, ci fa onore, ma è divenuto ingestibile. Troppe leggi, troppi processi, troppi avvocati, troppi reati.
Bisogna sfrondare, tagliare, semplificare, ridurre.
Troppi i tre gradi di giudizio possibili ipoteticamente e, spesso, realmente.
Si può finire ad ingolfare la Cassazione anche per una controversia civile del valore di mille euro!
La Suprema Corte di Giustizia degli Stati Uniti introita circa 80 giudizi l'anno, la nostra Cassazione circa 80.000.
Come possono i nostri Ermellini non restare quasi schiacciati, sommersi dalle carte?
domenica 19 febbraio 2012
MAL COMUNE MEZZO GAUDIO
Sono quasi compiaciuta del fatto che il presidente tedesco Wulff sia stato costretto a dimettersi per episodi di corruzione e mal costume.
Ah, finalmente, i tedeschi devono tacere; la maestrina Merkel, a causa dei guai in casa propria, per un increscioso caso di politica interna, è obbligata a rinviare viaggi e trattative internazionali. E dire che quel presidente lo aveva voluto proprio lei.
![]() |
| L'espressione della Merkel è già da sola tutto un programma. Sembra pensare: "Che combinerà questo qui?" |
Dunque siamo tutti uguali, uomini etici e perfettibili, ma soggetti ad appetiti ed errori!
venerdì 10 febbraio 2012
FORTUNA
Fortuna.
Cos'è la fortuna? Dall'etimo latino è il caso, la sorte: O è qualcosa di diverso?
Il caso potrebbe essere solo un alibi per deboli o ...... sfortunati.
Dea bendata che colpisce o premia a casaccio, ma anche autodeterminazione: Quisque faber fortunae suae.
Chi lo sa?
Ma a me oggi piace pensare come Luis Pasteur, che scrisse: La fortuna favorisce la mente preparata.
Cioè, sveglia! Tutti pronti a fare, a costruirci, ad accettare quel che il caso può portarci, ma anche a riconoscere la "fortuna" quando passa e ad afferrarla al volo!
Cos'è la fortuna? Dall'etimo latino è il caso, la sorte: O è qualcosa di diverso?
Il caso potrebbe essere solo un alibi per deboli o ...... sfortunati.
Dea bendata che colpisce o premia a casaccio, ma anche autodeterminazione: Quisque faber fortunae suae.
Chi lo sa?
Ma a me oggi piace pensare come Luis Pasteur, che scrisse: La fortuna favorisce la mente preparata.
Cioè, sveglia! Tutti pronti a fare, a costruirci, ad accettare quel che il caso può portarci, ma anche a riconoscere la "fortuna" quando passa e ad afferrarla al volo!
martedì 7 febbraio 2012
60 ANNI DI REGNO
Ieri, Sua Maestà Elisabetta II di Windsor ha avuto il privilegio di festeggiare ben sessant'anni di regno.
Caso rarissimo, se non unico.
Prestò giuramento giovanissima, assumendo sulle sue tenere spalle onori ed oneri non comuni.
E c'è da dire che ella è stata fedele alle parole pronunciate in quel giorno lontano:
"Sarò fedele fino alla morte al regno e alla corona".E così è stato.
Io non sono di certo una monarchica, ma queste mondanità, questi fasti, spiegano su di me il loro fascino.
Perchè anche noi, donne moderne del terzo millennio, abbiamo avuto i nostri sogni; anche a noi sono state raccontate favole di principesse e principi azzurri che giungevano su bianchi destrieri a risolvere ogni ambascia.
Ma al di là di questo, quello che apprezzo e ho sempre apprezzato di questa regina è il suo carattere, la sua forza granitica di reggere ogni bordata, riuscendo a restare viva, vegeta e forte al timone della sua ... nave.
E' stata una donna ultrafortunata, è vero, ma ha anche dovuto sopportare ogni genere di colpo: dai tradimenti, si dice, ripetuti del principe consorte, alle intemperanze dei figli, dagli scandali causati dalle nuore alle convenienze politiche, economiche, storiche.E lei, come si conviene ad una persona che occupa quel posto, si è mostrata sempre serena, imperturbabile, super partes, sorridente, incrollabile, uguale a se stessa, con tanto di gioielli e cappellini, di abiti pastello e diadema, a suggerire con la sua sola immagine idea di equilibrio e tranquillità.
Dunque, auguri e Dio salvi la Regina!!!!!
venerdì 27 gennaio 2012
IL GIORNO DELLA MEMORIA
E' il giorno della memoria, per tutti.
Fino ad alcuni anni fa, il 27 di gennaio non veniva celebrato così massicciamente. Ad esempio non lo facevamo noi a scuola, da ragazzi o, forse, la cosa era riservata alla buona volontà del singolo insegnante.
Fino ad alcuni anni fa, il 27 di gennaio non veniva celebrato così massicciamente. Ad esempio non lo facevamo noi a scuola, da ragazzi o, forse, la cosa era riservata alla buona volontà del singolo insegnante. Oggi giorno invece tutti, istituzioni e persone, ricordano che 67 anni fa si aprivano i cancelli di Auschwitz su un orrore inimmaginabile.
Follia, strazio, morte, odio, come è potuto accadere?
Importante è continuare a chiederselo; importante è riflettere sulle possibili devianze cui il genere umano può sciaguratamente cedere.
In un mio post di diverso tempo fa mi interrogavo sul perchè dell'antisemitismo, motivi economici o religiosi?
E' impossibile rispondere, ma bisogna continuare a ricordare e a chiederselo, forse più di un giorno l'anno, affinchè non si ricada mai più in errori così spaventosi eppuri relativi ad una storia così recente.
giovedì 12 gennaio 2012
DOPPIO NO
Ci sono stati due fatti, abbastanza gravi, nella vita pubblica del nostro Paese, verificatisi oggi, che non mi sono piaciuti affatto: il no della Consulta al Referendum Popolare sulla legge elettorale e il no della Camera all'arresto di Cosentino, coordinatore del PDL in Campania.
Pare che le Istituzioni non siano completamente in linea con le opinioni e la volontà popolare, ma il momento è così duro e difficile che bisogna solo stringere i denti e andare avanti!
Gioventù
C'è una generazione di ragazzi, di ragazzini in effetti, che oggi "cresce" molto prima, molto in fretta.
Ma crescere non sempre vuol dire maturare. I giovanissimi, tra i nove e i dodici anni, detti tweenies, si sentono già adulti. Hanno il telefonino, escono, godono di una certa libertà.
Le femminucce si laccano le unghie e cominciano a vestirsi alla moda, a chiedere cose specifiche, a truccarsi, a cominciare da rimmel e lucidalabbra, sanno acconciarsi i capelli, come noi -a dieci dodici anni-non sapevamo fare.
I maschietti si misurano con i primi cambiamenti fisici, seguono i loro idoli musicali, si ispirano a modelli televisivi, talvolta deprecabili, ....
Tutti richiedono molta più libertà, vogliono uscire, sentirsi grandi, provare le prime emozioni sentimentali, "fidanzarsi", stanno per ore, soli, chiusi nella loro cameretta, collegati agli amici, al mondo intero attraverso Facebook o Messenger.
E' il difficile momento della adolescenza che oggi giorno comincia un po' prima.
Non lasciamo soli. I nostri ragazzi hanno più che mai bisogno di noi, di modelli positivi, di esempi di vita concreti, di vedere mamma e papà che si amano, vivono in armonia, lavorano, si sacrificano, fanno giorno dopo giorno scelte responsabili. Talvolte è dura, ma li abbiamo messo noi al mondo e glielo dobbiamo ......
Sul tema riporto un articolo di La Repubblica
CONSUMISMO Lolita vuole tutto
Ma crescere non sempre vuol dire maturare. I giovanissimi, tra i nove e i dodici anni, detti tweenies, si sentono già adulti. Hanno il telefonino, escono, godono di una certa libertà.
Le femminucce si laccano le unghie e cominciano a vestirsi alla moda, a chiedere cose specifiche, a truccarsi, a cominciare da rimmel e lucidalabbra, sanno acconciarsi i capelli, come noi -a dieci dodici anni-non sapevamo fare.
I maschietti si misurano con i primi cambiamenti fisici, seguono i loro idoli musicali, si ispirano a modelli televisivi, talvolta deprecabili, ....
Tutti richiedono molta più libertà, vogliono uscire, sentirsi grandi, provare le prime emozioni sentimentali, "fidanzarsi", stanno per ore, soli, chiusi nella loro cameretta, collegati agli amici, al mondo intero attraverso Facebook o Messenger.
E' il difficile momento della adolescenza che oggi giorno comincia un po' prima.
Non lasciamo soli. I nostri ragazzi hanno più che mai bisogno di noi, di modelli positivi, di esempi di vita concreti, di vedere mamma e papà che si amano, vivono in armonia, lavorano, si sacrificano, fanno giorno dopo giorno scelte responsabili. Talvolte è dura, ma li abbiamo messo noi al mondo e glielo dobbiamo ......
Sul tema riporto un articolo di La Repubblica
CONSUMISMO Lolita vuole tutto
Abiti da grandi, tanga, reggiseni imbottiti. E stereo, feste sleepover, computer, cellulari. Una nuova generazione di adolescenti precoci li brama. Una società di adulti in difficoltà non sa più come negarglieli. L'allarme sulle "tartlets", le otto-dodicenni vittime dello shopping sfrenato, arriva da Londra
di Mara Accettura
Quest'anno ho detto no alla party bag", dichiara trionfante un'amica durante una cena. "Mia figlia Sophie si è buttata sul pavimento piangendo, supplicandomi. Un compleanno senza party bag quando tutti i suoi amici se ne aspettano una? Troppo imbarazzante. Sono stata ferrea: meglio non festeggiare, allora". Espressioni di rapita ammirazione attorno alla tavola. Le feste sono l'incubo delle mamme del Regno Unito. Una lucrosissima industria ruota attorno a esse. Catene come Party Party vendono tutto ciò che serve per farle; dagli inviti a tema ai piatti di carta, dalle trousse con make up ai sacchi a pelo per le feste sleepover (in cui, alla fine, si dorme tutti insieme), fino alle famigerate party bag (il sacchetto pieno di souvenir da regalare agli invitati). Se non avete negozi vicino casa, sarete tartassate dal catalogo postale o dal sito web. Per non parlare degli entertainer: maghi con conigli e dj che faranno saltellare i pargoli con Britney Spears e, alla fine, intoneranno Happy Birthday al ritmo di 250-300 sterline. Meno male che queste apoteosi del consumismo sfrenato arrivano una volta all'anno. Ma resistere alle richieste pressanti dei ragazzini è sempre più difficile. "Da quando ha iniziato la scuola media, Sam ci ha messo in croce per il cellulare", racconta Nina Halsworth, quattro figli. "Ci sembrava scandaloso darlo a un bambino di 11 anni. Ma lui argomentava che il telefono a scuola non funziona, che non ha mai monetine. Un incubo giornaliero. Alla fine ci siamo accorti che in classe erano rimasti solo in due senza, e abbiamo abdicato. Lo stesso è successo due anni fa per le Astroturf di Nike". Pester power, ovvero il potere dell'esasperazione. È il fenomeno che si riferisce alla generazione dei tweenie, tra gli 8 e i 12 anni, identificata dalle società di marketing come una nuova categoria sociale e una enorme (circa 4 milioni) quanto vulnerabile nicchia di mercato. I tweenie ("bambolescenti", in bilico tra i primi giorni di scuola e i primi salti in discoteca) sono sofisticati nei gusti, condizionati dalle mode e decisi nelle scelte. Crescono più in fretta delle generazioni precedenti. Vogliono, e soprattutto comprano. Intossicati da una pubblicità televisiva sempre più aggressiva e dallo spirito di emulazione verso i coetanei, puntano i piedi ed esasperano i genitori fino alla resa incondizionata del portafoglio. "Tutto è iniziato col fenomeno Spice Girls", ricorda Suzanne Franks, autrice di Get Out of My Life (Profile Books), guida all'adolescenza. "Un gruppo creato per Ie teenager che, all'improvviso, è stato adottato con entusiasmo da sorelle e fratelli minori. Il merchandise di bambole, vestiti, patatine ispirati alle Spice era disgustoso". Le bambine si facevano i codini come Baby Spice e cantavano "What I really really want", mentre i maghi del marketing si fregavano le mani: era nata una nuova generazione di rapaci consumatori. Oggi tutto quello che i tweenie desiderano è in vetrina. Giochi educativi? Trenini? Fucili? Barbie? Macché. "Ho regalato tutte le mie Barbie almeno tre anni fa", protesta Pia Halsworth, 9 anni. "Ero stufa. Ho avuto anche il mio periodo Baby Spice, colore rosa dappertutto. Roba da bambini. Adesso mi piacciono le smell pen (penne con l'inchiostro aromatico), i pantaloni Gap, le feste sleepover, e guardare Pop Idol alla tv". Troppo vecchi per i giochi tradizionali, i tweenie ambiscono a stereo e tv personali, si divertono con computer, Game Boy Advance e PlayStation. Guardano Friends e ascoltano Steps, S Club 7, Atomic Kitten, Robbie Williams e Westlife. Vogliono il Nokia e l'ultimo modello Nike (al momento è particolarmente gettonata la scarpa da skateboard). Le femmine sono il target prediletto: vestono top aderentissimi e pantaloni con l'ombelico da fuori di Gap e Top Shop (gli stessi, per inciso, che indossano le loro mamme). Impazziscono per i trucchi, gli smalti, i bijoux e i body di Claire's Accessories e Girlheaven, paradisi per bambini e inferni per adulti. Poche settimane fa è scoppiato un caso: la catena Argos aveva messo in vendita una linea di tanga e reggiseni imbottiti, di Tammy, per bambine di 9 anni. "L'altro giorno sono stata in giro con mia figlia di 11 anni", continua Franks. "Cercavo roba casual, molto semplice, e ho trovato un trionfo di mini top, bretelline, sandali con zeppa, minigonne luccicanti. Negozi come Laura Ashley, Marks & Spencer, John Lewis hanno cambiato categorie anagrafiche. Una volta la moda dei teenager partiva a 12 anni, età in cui il corpo cambia. Oggi comincia a 8, è sessualmente molto caratterizzata e trasforma le bambine in tartlet (intraducibile gioco di parole tra tart, prostituta, e tartlet, pasticcino, ndr)". Pare che oggi i bambini maturino prima. Una ricerca del Bristol Institute of Child Health su 14 mila ragazzini ha rivelato che una femmina su 6 e un maschio su 14 mostrano i primi segni della pubertà già verso gli 8 anni. Una generazione fa erano, rispettivamente, una su 100 e uno su 150. Ma la biologia non è certo responsabile di questo mercato di proporzioni stratosferiche, valutato da una ricerca di Saatchi & Saatchi attorno ai 30 miliardi di sterline, tenuto conto che i bambini influenzerebbero anche la scelta della casa e della macchina. Non stupisce che McCann Erickson abbia una divisione junior, che tutte le settimane intervisti panel di ragazzini per tirare fuori trend. Né che siano sparsi su Internet siti web come www.pesterpower. org, che chiedono ai tweenie di compilare classifiche di musica, programmi tv, regali preferiti per poi spedire ai genitori la wishlist (la lista dei desideri) e ai veri clienti (Granada Media, Mattel, Warner Bros., Hallmark Tv) una utile ricerca di mercato. Secondo National Debtline, il pester power è alla base dei conti in rosso di tantissime famiglie inglesi. I bambini vogliono gli stessi vestiti, computer, accessori dei loro compagni. E mamma e papà li accontentano, anche se non hanno i mezzi. I sensi di colpa di chi lavora giocherebbero un ruolo terrificante. A volte i regali significano: scusa se non sono qui per te. "La vita è certamente più difficile per i genitori", dice Kate Figes, autrice di Terrible Teens (uscirà in Italia per Mondadori), "che devono a tutti i costi cercare di preservare il santuario dell'infanzia. Ma non serve rimembrare i tempi passati. La macchina del marketing è lì per fare soldi". Soluzioni? "La sinistra deve attivarsi contro questo capitalismo rampante. In Svezia c'è uno strettissimo controllo sulla pubblicità in tv, e io lo auspico anche qui", sostiene Suzanne Franks. E nel frattempo? "Cerchiamo di preparare meglio i figli", riprende Figes, "cercando di fare conversazioni sofisticate, educandoli a pensare che non tutto quello che vedono alla tv luccica e che riceveranno regali in occasioni ben precise, non perché stiano zitti". Ma sotto la glassa zuccherosa del consumismo scatenato si nasconde un'amara verità: nonostante gli sforzi del governo laburista, il Regno Unito mantiene la più alta percentuale di povertà infantile tra i Paesi industrializzati, con un record di 4 milioni di bambini (uno su tre) indigenti. In più, secondo una recente inchiesta dell'Economist, gli adolescenti inglesi consumano droghe, commettono rapine, rimangono incinte e si ubriacano più dei loro coetanei continentali. Figes scuote la testa. "È il fallimento di un'intera società, che non ha saputo provvedere a una rete di sicurezza quando le cose vanno storte. Possiamo incolpare questi ragazzini per il loro materialismo e i loro eccessi, ma non fanno che emulare gli adulti".
martedì 20 settembre 2011
RICCHEZZA E POVERTÀ
Il debito sovrano ammonta a circa duemila miliardi di euro, la ricchezza privata degli italiani, delle famiglie a circa novemila miliardi di euro. Logicamente le grandi ricchezze sono concentrate nelle mani di pochi, ma una patrimoniale calibrata potrebbe aiutare risolvere le cose.
È tutta colpa di Scilipoti!
Se Vittorio Emanuele di Savoia fu considerato responsabile di aver consegnato l'Italia a Mussolini e di aver permesso la cosiddetta marcia su Roma, che diede vita al ventennio fascista, così Scilipoti e gli altri millantati responsabili sono stati, circa un anno fa, e vanno considerati i colpevoli del voto di fiducia al terzo o quarto Governo Berlusconi, voto che forse ci costerà il tracollo finanziario.
Italiani, brava gente, ignavi.
Ventanni di fascismo con, in dono, l'alleanza con Hitler, la seconda guerra mondiale e la sconfitta e vent'anni con Berlusconi con, in dono, il decadimento dei costumi e della morale, il velinismo e la disfatta economica.
Siamo ancora in tempo a svegliarci, ma veloci!!!!!
Italiani, brava gente, ignavi.
Ventanni di fascismo con, in dono, l'alleanza con Hitler, la seconda guerra mondiale e la sconfitta e vent'anni con Berlusconi con, in dono, il decadimento dei costumi e della morale, il velinismo e la disfatta economica.
Siamo ancora in tempo a svegliarci, ma veloci!!!!!
mercoledì 27 luglio 2011
PALINSESTI TV
Mentre noi siamo in vacanza o quasi, i dirigenti e gli autori televisivi preparano i nuovi palinsesti per l'autunno-inverno, stagione d'oro per la tivù.
Quando io ero piccola andavo a letto subito dopo il carosello, non esistevano i telecomandi e i più piccoli della casa (presente!) fungevano da telecomando umano. Gli adulti andavano a letto verso le dieci, massimo le undici. Il lunedì c'era il super film sul primo (RAIUNO si chiamava primo canale ed era il più visto), il martedì lo sceneggiato a puntate, il mercoledì il telefilm, il giovedì i quiz e così via. Ora la prima serata è divenuta tarda serata e la seconda serata, per me ed in genere per chi lavora e non soffre di insonnia, è notte. Sì, perché dopo i TG delle venti hanno inserito un altro programma, che inizialmente doveva essere una striscia e poi è diventato un ..... lenzuolo, che termina verso le ventuno e trenta.
Perché noi tutti fruitori della televisione non richiediamo a gran voce di trasmettere il programma più importante, quello di prima serata, verso le venti e trenta, massimo le nove?
Quando io ero piccola andavo a letto subito dopo il carosello, non esistevano i telecomandi e i più piccoli della casa (presente!) fungevano da telecomando umano. Gli adulti andavano a letto verso le dieci, massimo le undici. Il lunedì c'era il super film sul primo (RAIUNO si chiamava primo canale ed era il più visto), il martedì lo sceneggiato a puntate, il mercoledì il telefilm, il giovedì i quiz e così via. Ora la prima serata è divenuta tarda serata e la seconda serata, per me ed in genere per chi lavora e non soffre di insonnia, è notte. Sì, perché dopo i TG delle venti hanno inserito un altro programma, che inizialmente doveva essere una striscia e poi è diventato un ..... lenzuolo, che termina verso le ventuno e trenta.
Perché noi tutti fruitori della televisione non richiediamo a gran voce di trasmettere il programma più importante, quello di prima serata, verso le venti e trenta, massimo le nove?
sabato 18 giugno 2011
I NUOVI PATRIOTI
Ieri sera, a Bologna, c'è stato il raduno della FIOM per festeggiare i 110 anni del sindacato metalmeccanici. A sorpresa è sbucato sul palco il nostro Benigni, presentato da Santoro. Il Roberto nazionale ha fatto un intervento che non si può definire comico o satirico, ma civico, civile, culturale, etico. Ha cantato un inno al Lavoro, al lavoro diritto e dovere, al lavoro che dà dignità e onore, al lavoro che rende liberi. Appena salito sul palco, guitto geniale, è saltato al collo del presentatore e poi ha gridato che l'Italia s'è desta. È vero, questo centocinquantesimo compleanno della nostra nazione ha portato ad un risveglio rivoluzionario delle coscienze, che è iniziato con la gente in piazza, il popolo viola, il popolo arancione, le donne del 14 febbraio del se non ora, quando?, Per finire con il popolo alle urne delle amministrative e dei referendum. Siamo un popolo maturo che è stanco della crisi del lavoro dell'imbarbarimento della morale. Santoro, Benigni, Saviano, Fazio, Celentano, Sartori, Travaglio, Crozza sono i nostri nuovi patrioti, non sul campo di battaglia con la baionetta in mano, ma in tv o nelle piazze con l'arma incruenta della satira e della parola.
mercoledì 15 giugno 2011
LOTTA ALL'EVASIONE FISCALE II
Trovo che l'espressione "mettere le mani nelle tasche degli italiani", che sta per far pagare le tasse, sia di grande volgarità.
Tutti i lavoratori, tutti i cittadini devono pagare le tasse.
E' il modo onesto, pulito, lineare, proporzionale di contribuire allo sviluppo e ai servizi del paese.
Pagare le tasse significa avere una sanità pubblica che funziona, avere sbuone strade, avere una classe politica che lavora e amministra per noi, avere una buona scuola pubblica di ogni ordine e grado per noi e i nostri figli, avere assistenza e welfare per invalidi e anziani e chi più ne ha più ne metta.
E' chiaro dunque che va combattuta l'evasione e .... lo spreco.
LOTTA ALL'EVASIONE FISCALE
Sarebbe opportuno che gli italiani, oramai "maggiorenni" dopo il centocinquantesimo e risvegliatisi dal lungo letargo, come ha dimostrato il risultato referendario, avviassero, dal basso, dal popolo, dalla rete, una forte campagna contro l'evasione fiscale. So che dico una cosa molto impopolare, ma se tutti pagassero veramente le tasse fino all'ultimo euro, tutti ne pagheremmo meno e avremmo più servizi. È odioso chiamare in casa l'idraulico o l'elettricista e vederlo andar via, dopo averlo pagato profumatamente, senza che egli rilasci uno straccio di ricevuta. Non mi piace andare dal parrucchiere, fare colore, taglio, eccetera, spendere fior di quattrini e sentirmi dire "mica ti dispiace, ti ho segnato solo una piega". Stesso dicasi per l'estetista, che fa trattamenti costosi e fattura solo € 3,00 per le sopracciglia. Dover richiedere la ricevuta è antipatico ed impopolare, ma è un diritto-dovere se non vogliamo finire come la Grecia e dichiarare fallimento.
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